Recensione “La mia rosa bianca” di Suajens Miazzo

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Approfondimenti sull’autrice e sul Libro.

“La mia rosa bianca” è un diario molto personale, che attraverso le vicende di personaggi dai nomi fittizi racconta una storia terribilmente vera che coincide, purtroppo, con quelle di moltissime altre bambine e donne reali, figlie e madri che hanno subito abusi di ogni tipo da uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle.
Scopo di questo volume, come dichiarato dalla stessa autrice nella premessa tramite le parole della protagonista Sara, è quello di spronare le vittime a “non aver paura, parlare, cercare aiuto”.
Nonostante le sofferenze, se ci si aiuta e ci si fa aiutare è possibile uscire dall’incubo in cui si viene intrappolate, ritrovare la luce e con essa la gioia di vivere. “Tutto si risolve e i miracoli esistono, basta volerlo” sottolinea con convinzione.
Per quanto ci si possa sentire umiliati, devastati e abbandonati, c’è sempre una soluzione finché si mantiene viva la speranza e non ci si arrende.
E ancora più importante è che coloro che subiscono soprusi da parte di un orco capiscano di non avere alcuna colpa per ciò che accade loro: “i colpevoli, quelli che devono pagare e scontare sono quelli che hanno osato mettere le loro mani sporche sopra la vostra innocenza, sopra il vostro amore”.
Spesso, invece, chi subisce lo fa in silenzio, per vergogna di dover riconoscere davanti agli altri di aver perso la propria innocenza o perché pensa di aver fallito in qualcosa o di non essere all’altezza di meritare altro che non siano offese verbali e fisiche.
I motivi per cui una madre si sottomette ai soprusi del marito sono tanti: per timore che la furia brutale del suo carnefice possa riversarsi sulle proprie creature tante donne accettano di far loro da scudo col proprio corpo; i ricatti e la minaccia di vedersi portar via i figli o il loro affetto le spinge a essere docili e accomodanti; c’è chi è talmente stanca, devastata e disillusa che non ha nemmeno la forza di ribellarsi; e poi, magari, c’è anche chi si illude che, in fondo, è meglio sopportare qualunque cosa pur di assicurare una parvenza di famiglia ai bambini e salvare le apparenze. Ma non c’è niente di più sbagliato del far crescere delle anime innocenti in un clima di tensione e terrore costanti.
Un marito che alza le mani sulla propria moglie il più delle volte le alzerà anche sui figli.
La gelosia, il possesso, l’ostentazione di forza e arroganza sono spesso segnali d’allarme che rivelano una personalità instabile e violenta, ma purtroppo soggetti di questo tipo sono molto abili a manipolare e illudere coloro che ricercano rifugio e protezione e riescono a far passare per amore i propri modi bruschi e le inclinazioni malate.
Chi si lascia ingannare è come se vivesse sotto l’influsso di un sortilegio: recepisce gli avvertimenti dei famigliari come opposizioni ostili e infondate e purtroppo finisce col fare il gioco del suo aguzzino, cadendo in pieno nella sua trappola.
Da quel momento inizierà il declino, come da repertorio: prima l’allontanamento dai parenti, poi le accuse, gli insulti e le percosse sempre più frequenti e più dure. E un mostro corrotto e perverso prima o poi contaminerà anche le piccole vite generate dall’unione che doveva essere unicamente frutto dell’amore.
Per questo occorre vigilare sempre ed essere pronti a cogliere qualunque segnale di disagio manifestato dai più piccoli, soprattutto se hanno alle spalle delle situazioni familiari particolari.
La storia di Sara dimostra che la salvezza deve partire innanzitutto dalle stesse vittime. La rinascita è possibile soltanto se non ci si abbandona alla disperazione e se non ci si chiude nell’isolamento.
Gli oppressori e i violenti, nella loro meschinità e vigliaccheria si nutrono proprio dell’indifferenza altrui e dei silenzi e della paura che incutono nelle proprie vittime: “togliete loro questo pasto e crolleranno”.
Con questo libro coraggioso, l’autrice parla dritto al cuore di chi soffre e di chi sa ma tace, per scuotere le coscienze e infondere coraggio, consapevolezza e determinazione, perché anche lei è stata una vittima: quella che racconta è anche la sua storia.
Ma oltre ai tormenti, all’innocenza rubata, al riscatto, tra queste pagine sono racchiusi ricordi preziosi che la legano a tutte le persone di buon cuore che l’hanno aiutata a salvarsi da quella “morte interiore” che sembrava ormai irreparabile.

La mia rosa bianca
di Suajens Miazzo
ISBN: 978-88-5516-551-8
Formato: Rilegato
Genere: Diari e Memorie
Collana: Kalendae
Anno: 2020
Pagine: 122
Disponibile anche in formato eBook

Suajens Miazzo, classe 1976, è divorziata e madre di due meravigliosi figli a cui insegna costantemente il rispetto e l’amore verso gli altri, a non aver paura delle proprie emozioni e ad accettarsi per ciò che sono.

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