Recensione opera lirica: “La traviata” di Ferzan Ozpetek

“PALCOSCENICO”:

recensione opera lirica “LA TRAVIATA” di Ferzan Ozpetek

Teatro San Carlo di Napoli         dal 3 novembre al 13 novembre 2015.

“La traviata” al San Carlo di Napoli con la regia del maestro Ferzan Ozpetek è uno spettacolo imperdibile. L’opera lirica musicata da Giuseppe Verdi ha subito delle lievi modifiche nello stile apportate da Ozpetek ma senza stravolgere il capolavoro Verdiano spostando l’azione nella Parigi del 1910, una Parigi dai grandi fermenti culturali e di grande fascino grazie anche alle scenografie del premio oscar Dante Ferretti e con un emozionante sottofondo musicale che cambia a secondo delle scene, sottolineando il pathos, il dolore e la drammaticità della storia. La trama è fedele a quella originale basata sulla storia d’amore impossibile tra Violetta Valery e il ricco Alfredo Germont, il cui padre interviene per porre fine a questa scandalosa storia d’amore in quanto Violetta è una ragazza di vita che si fa mantenere dai suoi amanti e Alfredo è invece un ricco nobile. Violetta si lascia convincere e lascia Alfredo ma poco dopo muore di tisi tra le braccia dell’amato accorso al suo capezzale. Questo allestimento del regista turco è molto fedele al testo con l’innovazione però delle parole cantate che scorrono su un display posto in alto al palco in modo che tutti possono leggere e capire le parole. Il libretto di Francesco Maria Piave è scritto con uno stile non alla portata di tutti perché il linguaggio è molto antico e colto. Il tutto passa in secondo piano perché la musica di Verdi è meravigliosa e ben spiega i fatti raccontati. La figura del padre di Alfredo è molto articolata e ben in evidenza con i suoi sensi di colpa finali che danno ulteriore drammaticità. L’ultima scena è scarna e emblematica perché pone in evidenza solo il letto di morte di Violetta con un riflettore puntato lì e tutto intorno buio assoluto nel mentre violetta ricorda i bei tempi passati quando era felice e spensierata cantando l’aria “addio del passato”; anche questi ricordi vengono messi in evidenza con un riflettore che si accende man mano che Violetta ricorda. Davvero una degna conclusione molto potente. La scenografia di Dante Ferretti è ricca e sontuosa, i costumi eleganti raccontano l’epoca di inizio novecento anche se Violetta non indossa molti abiti perché qui viene descritta spesso in abiti da camera proprio a sottolineare il suo stile di vita. La Traviata, un tocco di innovazione lasciando tutto come è e questa è una grande intuizione del regista Ozpetek. Un bel successo per il San Carlo.

“sempre libera degg’io folleggiare di gioia in gioia, vò che scorra il viver mio pei sentieri del piacer”.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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