Il resto del mondo

Il romanzo Il resto del mondo, edito dalla Kimerik, di Moreno Berva, ci fa addentrare in un’avventura molto particolare: individuare e scoprire il resto del mondo dal nostro punto di vista ma anche dal punto di vista del protagonista del romanzo, Roberto Calamai. Siamo certi di sapere cosa sia e com’è il resto del mondo? Se siamo incerti nella risposta o non sappiamo affatto cosa rispondere, credo che sia arrivato il momento di leggere questo romanzo. L’autore con una scrittura avvolgente e dalla trama accattivante ci fa intraprendere un viaggio che non sapevamo necessario affrontare per la nostra vita. Buona lettura e godetevi il libro.

 Il resto del mondo è il titolo del suo libro, un’inchiesta del giornalista protagonista del romanzo. Ma per lei, cos’è il resto del mondo? Il resto del mondo è il mondo fuori di te, al di sopra del tuo ego, quello che va ben oltre il tuo cogito, ergo sum. È il mondo con cui ti misuri, come quando da bambini si giocava a calcio: il nostro quartiere contro “il resto del mondo”. Il resto del mondo, da un canto, è l’umile consapevolezza della propria finitudine e, dall’altro, la fierezza di essere parte di un mondo infinito. Il resto del mondo è una delle condizioni indispensabili della nostra esistenza e della nostra coscienza di esistere.

Ottimo titolo, molto accattivante, ci racconti a grandi linee la trama. Il giornalista di grido Roberto Calamai è incaricato dal direttore della rivista Il Resto del Mondo di spiegare cosa sia il mondo. Accetta la sfida: inizia così un confronto con una serie di amici, conoscenti e altri personaggi bizzarri e sopra le righe, ognuno con il proprio punto di vista sulla questione. Tra donne fatali e inconquistabili, artisti improbabili, aviatori spericolati ed ex compagni di scuola diventati miliardari, Calamai si ritrova ad accettare l’invito per un viaggio in mare ospite della “Rolls-Royce degli oceani” del comandante Cristoforo Piccioni, in compagnia dell’amico di sempre, Mario Sbadiglio, dall’indole solitaria ma dalla mente eccezionale. La destinazione è ignota, o comunque non programmata. Il viaggio diventa iniziatico: è un’occasione per scrollarsi di dosso il conformismo del pensiero ordinario, concreto e usuale in favore di forme di coscienza più elevate e trovare, forse, risposte alle grandi domande.

Quanto tempo ha impiegato per scrivere il testo? Quali difficoltà ha incontrato durante la stesura? La redazione ha preso qualche anno. Non ho molto tempo a disposizione per la letteratura. La principale difficoltà è stata la mancanza di esperienza su scritti di ampio respiro. Le prossime opere saranno senz’altro più agevoli da affrontare. Il Resto del Mondo mi ha insegnato un sacco di cose…

Voleva porre l’accento su come ognuno di noi è superficiale, non vede al di là del proprio naso, o semplicemente dare uno sguardo fuori la finestra. Vi sono molte chiavi di lettura possibili. Ciascuno troverà la propria. Il libro è denso e pieno di spunti di riflessione, è possibile leggerlo su diversi livelli. Nel racconto s’incontrano, ad esempio, dei passaggi apparentemente comici, possiamo accettarli come tali e fermarsi su questo piano di lettura, siamo in un certo mondo, oppure, per dirla come il geniale Pirandello, proprio perché spingono alla riflessione, questi passaggi diventano umoristici. E, in questo caso, siamo in un altro mondo.

Quali sono le sue letture preferite? Lettore forte? In letteratura amo i classici, da Omero a Cervantes, da Goethe a Voltaire, un po’ di letteratura americana, da Hemingway alla beat generation, con Dylan per modello. Non amo la violenza, l’azione esacerbata, il muoversi eccessivo che fa molto fumo e poco arrosto. Non amo che la profondità umana sia vilipendiata. Anche un po’ di saggistica: linguistica, neuropsicologia, filosofia, astronomia…

Sta già lavorando a qualche altro romanzo?  Le idee non mancano. Forse, ce ne sono troppe. Forse un libro a quattro mani. Forse dei racconti. O forse niente di tutto ciò. Una cosa pare però certa: salvo incidenti, bisognerà sopportarmi ancora per un po’…

 

Anna Pizzini

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