Ri-Letture: “Lessico femminile”

Lessico femminile
Un articolo di Rita Farneti

Composizioni e scomposizioni, per Sandra Petrignani un modo brillante di condurre l’analisi dei testi delle sue scrittrici preferite. Non ne fa un mistero l’autrice che in premessa afferma: “in questo lessico femminile, questo mio mostro di Frankenstein, così fin dall’inizio l’ho chiamato fra me e me, perché frutto di smembramenti e ricostruzioni, seguirò impronte, ombre, tracce volontarie, opere e fatti, i fatti della vita delle donne”. Costruito in dieci capitoli, il libro evoca mondi intrecciati in maniera inconsueta.

E’ un quadro, quasi un mosaico, nel quale le parole blandiscono e trasformano, suggerendo confini volutamente labili. Diventa uno spazio narrativo che si dilata, richiama memorie antiche, luoghi e tempi dentro la vita.

Ricorda quanto già scritto da Anna Maria Ortese: “la letteratura quando è vera non è che memoria di patrie perdute, non è che il riconoscimento e la malinconia dell’esilio”. E’ un linguaggio che si appropria dell’accadimento, spoglio però della pretesa di normalizzare la realtà dentro monadi coerenti di pensiero.

Originale, il testo ha la grazia di una prosa che, passo dopo passo, si anima in rappresentazioni che sembrano poter scegliere se avere vita propria oppure far parte di un insieme. Le parole hanno il sapore di casa, cose, relazioni, verità e solitudini, si sposano le une alle altre con sottile, incisiva ed apparente discontinuità, dicono di un femminile di cui l’autrice si dichiara fiera.
Sono una traccia, sotterranea e al tempo stesso manifesta, nella quale potersi riconoscere.

Riferimenti bibliografici:
Sandra Petrignani, Lessico femminile, Editori Laterza, Bari-Roma, 2019

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