Riforme utili e inutili

Tutte le energie di Renzi sono state indirizzate verso la riforma del Senato, riforma di facciata e priva di effetti concreti. Perché?
Qualche approfondimento.
La riforma del Senato non abolisce il Senato e state tranquilli entro 5/7 anni i Senatori cominceranno a lamentarsi per le spese sostenute per viaggiare dalle loro città e inizieranno a chiedere prebende, emolumenti, compensi, buoni spesa (chissà che nome si inventeranno).
Effetto riduzione spesa: pari a zero. La struttura del Senato, la macchina, i commessi, la buvette del Senato*. Tutto resta come prima, con l’unica differenza che il Senato non vota più la fiducia (domanda semplice semplice: non si poteva abolirlo?).
Effetto semplificazione: inesistente. Quando un organo dello stato non sa che fare le competenze cerca di accaparrarsele, specie quando i costituenti non sono “Padri” costituenti, non sono persone che cercano condivisione, non sono Grandi Politici di elevato spessore culturale, quanto invece nominati da segreterie di partito decadenti e prive di connotati morali.
Effetto di comunicazione con la gente: nullo. La crisi morde, la risposta è stata incredibilmente inadeguata, tutte le energie sono state spese in una direzione inconcludente. Anche Alfano è riuscito a essere più concreto di Renzi (nella comunicazione) proponendo l’abolizione dell’Art. 18 (non entro qui nel merito, ma è pur sempre un argomento attinente).
Piano di Energia Nazionale? Niente. Spinta verso lo sviluppo tecnologico e la banda larga? Nulla. Costruzione di asili nido vicino alle aziende? Niente. Rinnovamento della formazione? Cos’è? Potrei continuare con una “lista della spesa” enorme, ma non voglio annoiarvi, cito solo due temi portati avanti da Renzi quando non era al governo: liberalizzazioni e semplificazioni, ancora attendiamo le risposte.
Cosa ci ricordiamo di questi primi mesi? Gli 80 Euro (dati in modo poco elegante prima delle elezioni) e un conflitto esasperato con un ramo del Parlamento. Aggiungo: una crisi economica che ci rende più  insicuri e una risposta inadeguata da parte del governo.
Non c’è una valutazione sulla persona, ma una presa d’atto. Renzi invece di fare le microriforme che possono salvare l’Italia si è avventurato con un’armata brancaleone nella direzione opposta: la riforma del Senato che se arriverà alla fine della corsa non porterà alcun sollievo ali italiani.
Ultima considerazione, c’è una leggenda metropolitana che dice: se fai l’accordo col Caimano (Berlusconi) ne esci sconfitto e perdente. Incredibilmente Renzi il giovane, Renzi il fresco, Renzi il dinamico si è seduto al tavolo con un ottuagenario condannato in via definitiva dal Tribunale della Repubblica Italiana.
Non so se Renzi lo sa: se vinci e ti siedi con Berlusconi come minimo perdi e in politica si sa la sconfitta è il massimo del minimo.

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Buvette *
Spaziosa sala Marucelliana, con la volta a figurine e fregi in stucco chiaro, eseguiti nel 1931; sulla parete prospiciente il bancone del bar (sul quale è una statuetta/fontana di Vincenzo Gemito, 1852-1929) figura un bellissimo arazzo mediceo del secolo XVI, con grande stemma e larghe bordure, proveniente dagli Uffizi di Firenze. Le altre pareti ospitano due nature morte di Luciano Ventrone: “La Pausa” (2002) e “Il ritorno di Ulisse” (2002).
(Qui i senatori sostano e riescono a mangiare e a consumare pasti con costi contenuti – POVERELLI! NDR).

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