Risolvere il problema incendi in Italia con i Droni

Quando ho deciso di scrivere questo articolo un Canadair planava sopra la mia testa. Un’aria pesante e calda ci attanagliava: un altro incendio! L’ennesimo di una catena infinita. Qualche dato, secondo Legambiente il 2017 è stato un anno terribile. 74.965 ettari bruciati nei sette mesi del 2017.
L’intervento di prevenzione in questi casi è ridotto a pochissima cosa. Siamo impreparati di fronte alla dimensione del problema e alla enorme quantità di incendi. Abbiamo affidato risorse ed energie a strumenti operativi che dovremmo utilizzare con parsimonia e soprattutto solo in casi straordinari: i Canadair sono stati la risposta, utile in fondo, ma dispendiosa e soprattutto inefficace dal punto di vista della prevenzione. Il costo di gestione di un Canadair è di 14 mila Euro l’ora.
E’ vero che ci si sente più rassicurati ma a questo punto credo che il Canadair sia come un carro armato utilizzato per andare a caccia di conigli.
E’ imponente, ma il risultato non rispende alle esigenze di una società veloce e tecnologica.
Faccio una premessa: il governo Renzi nell’ottica del risparmio ha smantellato la conoscenza e la storia di un corpo che tanto aveva dato allo Stato italiano.
Non tutti sanno che il Corpo della Guardia Forestale è stato fatto confluire dentro l’Arma dei Carabinieri.
Niente è cambiato, tutto è diverso. Il Corpo Forestale con più di 7 mila uomini aveva radici profonde e una grande conoscenza del territorio. Una storia e una sensibilità con una naturale vocazione alla tutela del territorio e degli animali.
Certamente le competenze rimangono intatte, ma il fatto di confluire in un Corpo a parte come la Benemerita e amata arma dei Carabinieri toglie quell’aurea speciale e ciò è assolutamente indiscutibile.
Considerato che circa il 90% degli incendi è di origine dolosa e che quasi sempre è l’umo che intenzionalmente appicca gli incendi, la domanda semplice è: perché non controlliamo il territorio e non pensare a un Sistema Integrato di Prevenzione Incendi?
Questa prevenzione e tutela del territorio non dovrà essere gestita in modo tradizionale, ma si dovrà utilizzare la tecnologia dei Droni e dei sensori antincendio che potrebbe informare la Centrale operativa al minimo segnale di pericolo.
Questo, che per comodità ho chiamato SIPI dovrebbe essere regionale e gestito da una Centrale Digitale sotto il controllo dei Vigili del fuoco o dei Carabinieri.
Una centrale che dovrebbe smistare tutte le informazioni dei vari soggetti coinvolti (Guardia Forestale, Vigili urbani, 118, prefettura e forze dell’ordine).
Questa centrale SIPI dovrebbe avere il suo punto di forza in una Rete di Droni forniti di sensori per identificare fumo e incendi.

Questa Rete di alleati dovrebbe essere perennemente in volo, specie nei periodi critici, più a rischio dal punto di vista della prevenzione degli incendi.
L’investimento non dovrebbe essere importantissimo i costi infatti sono davvero contenuti, questi droni dovrebbero essere perennemente in volo.
C’è chi solleverà la questione (importante, ma a questo punto minoritaria) della privacy.
E’ un rischio, ma i dati per questo dovrebbero essere gestiti solo dagli Enti preposti e si potrebbe prevedere un sistema attraverso il quale questi dati immagazzinati potrebbero essere “scaricati” e visionati solo entro 7 giorni. Certamente si può trovare la formula. Il concetto è che l’uso dei Canadair deve essere improntato solo come momento di emergenza e non come strumento ordinario.

Gianfranco Natale
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