Ritorno all’anno 0 per riscoprire la propria fede: un libro di Dino Veronese

È davvero una diretta quella che Dino Veronese offre ai suoi lettori nel suo Il Cielo in diretta. Si rimarrà rapiti, come d’altronde rapita è la sua Resl (Teresa Neumann) quando, totalmente coinvolta dalla Sacra Scrittura, si proietta nell’anno 0, quello che vide la nascita di Gesù Cristo e la sua storia.
Non abbiamo di fronte una semplice narrazione degli eventi che caratterizzarono la parentesi in Terra di Gesù di Nazaret, né tantomeno un mero scritto catechetico. Questo libro è una sfida a catapultarsi negli eventi senza lasciarsi scalfire, senza avvertire sulla propria pelle il dolore delle fruste che feriscono il Cristo, impotente di fronte all’imbarbarimento dell’essere umano. È una sfida che il lettore puntualmente perderà ogniqualvolta Resl si accingerà a raccontarci ciò che vede, che sente, che la emoziona. E vi sembrerà di essere lì, prima dietro la stella cometa, accanto ai Magi, e poi con Gesù e Maria, al tempio, compagni di un Dio fattosi Uomo che su di sé decise di prendere i peccati dell’umanità per darle una nuova occasione. Si soffre leggendo quest’opera, ci si appassiona, ci si sentirà in colpa, impotenti di fronte all’evolversi di fatti già conosciuti ma raccontati in maniera nuova, con la presa diretta che l’Autore ci offre.
Un viaggio in un’altra cultura, in un’altra epoca, in un’altra mentalità. Ed è forse proprio questo “teletrasporto” che in qualche modo potrebbe rivelarsi un’occasione per quel “cambiamento di mentalità” (metanoia) che è la conversione. Chissà, Il Cielo in diretta potrebbe rivelarsi molto più di una semplice lettura fine a se stessa, potrebbe divenire un ponte verso quel divino nel reale di cui troppo spesso fingiamo di non accorgerci.

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