Se ci fossero più alberi saremmo tutti più felici!

Uso questa rubrica per avvicinarmi a chi mi segue. La uso per parlare di me, dei miei sogni, tento di farlo senza apparire egocentrico, il senso è: ti parlo di una cosa mia, ma nel farlo vorrei mi ascoltassi e vorrei che in parte divenisse tua.

Certo che ne ho di sogni, ma uno su tutti diviene sempre più ricorrente: vorrei sentire il lieve soffio del vento tra gli alberi… sì lo ammetto… vorrei più alberi e città che sanno vivere in mezzo al verde… sono convinto che se ci fosse più verde saremmo tutti più ottimisti e sarebbe più semplice dare la precedenza.  Su, ammettiamolo! In un mondo di cemento e asfalto come può la quotidianità regalare sorrisi? Ecco spiegato il tizio che non appena il semaforo diviene verde ti trilla con un’ansia incredibile.

Per avere un mondo più verde servono però politici diversi che scelgono per il bene comune e non per la convenienza del momento.  Faccio un esempio banale, porto avanti da un po’ di tempo una mia convinzione, un ragionamento che mi  faccio e sul quale mi confronto con voi. Facciamo per esempio, una legge che dica: in tutti i supermarket, in tutti gli ipermercati e in tutti i centri commerciali il 10% dello spazio espositivo deve essere dedicato ai prodotti biologici. E qui faccio una pausa: i prodotti biologici sfuggono alla grande distribuzione perché per loro natura sono basati sulla qualità e non sulla quantità. Certo costa un po’ di più, ma vuoi mettere un latte che sa di latte con un latte che sa di mistura bianca con un po’ di polvere e non so cos’altro?

Conseguenze:
aumenta la produzione di prodotti biologici ergo migliora la nostra alimentazione, aumenta il numero di impiegati nel settore perché a differenza dell’agricoltura tradizionale quella biologica non prevede scorciatoie chimiche. Aumenta e migliora il controllo delle nostre campagne contro dissesti idrogeologici d’inverno e incendi d’estate. Per brevità mi devo fermare ma state tranquilli i politici non voterebbero una legge così. Neppure se la sognano, semplicemente i politici non sognano… Sono troppo impegnati in dibattiti inutili e rissosi (salvo poi fare di tutto per spartirsi le poltrone).

Se ne verrebbero fuori che ci sono addetti all’agroalimentare e bla bla che perderebbero posti e bla e bla… ma bla bla a parte il concetto è uno: probabilmente non hanno la sensibilità per capire che tutto questo cemento alla fine riduce la qualità della nostra vita… non capiscono che tutte queste strade a volte inutili riduce le aree boschive… forse loro sono rintanati nelle loro opulenze ovattate e non comprendono il disagio.

Allora il  mio desiderio è che i politici che ci rappresentano abbassino per un attivo i vetri rinforzati della loro auto blu e che ascoltino i sogni dei cittadini. Lo so che il lavoro è importante, lo so che si deve pensare all’economia e all’occupazione. Ma siete sicuri che un ambiente tutelato, meta turistica e ricco di storia e tradizioni, ricco di alberghi e spiagge, di montagne e valli non sia un investimento economico?

© Riproduzione riservata (Gianfranco Natale)

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2 pensieri riguardo “Se ci fossero più alberi saremmo tutti più felici!

  • 6 Dicembre 2014 in 9:47 am
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    Gianfranco, naturalmente non si tratta di apparire egocentrici, anzi, il problema naturalistico é sentito da molti, ma essendo io per primo ancora così distante da farmene una preoccupazione, ciò mi svela il sentimento disinteressato di molti cittadini ed il vantaggio che ne ricavano i politici non essendo pungolati fortemente su questo versante. Le politiche economiche, sappiamo che vertono sopra interessi tutt’altro che trasversali, ma assolutamente all’opposto di temi come la preservazione del verde, la conservazione del biologico; a muovere il mercato sono le multinazionali e le grandi aziende, tutte atte a ricavarne profitti quantitativi. Personalmente non mi sento di scagliare la prima pietra, ma nonostante il mio pessimismo a riguardo, so che saprei fare la mia parte in un circolo diverso; mi limito a stare a guardare, mi credo una pedina troppo poco importante e sbagliatamene lascio fare. L’economia dipende così tanto da una politica corrotta, disinteressata e insensibile, che cambiare quel poco, in realtà significa cambiare il mondo; non mi sembra cosa da poco. Con individualistica speranza e falso spirito combattivo, Fausto.

    • 12 Dicembre 2014 in 2:43 pm
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      Sì concordo pienamente, la presenza democratica significa ascoltare, riflettere, discutere. Arrabbiarsi a volte (sempre in modo pacato) e avere una visione orizzontale della società: siamo anelli di un percorso più ampio. Se tutti facciamo un piccolo sforzo esso si traduce in un grande cambiamento (positivo).

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