Solidarietà al giudice Di Matteo

Il giudice Di Matteo ha la mia solidarietà. Sono un cittadino di una periferica cittadina, ma non per questo mi sento fuori dal mondo. Assisto in questi giorni a riflessioni sulla mafia che non sempre seguo, del resto sono cose complesse e dunque non è detto che io debba capire fino in fondo.
Una cosa la so: chi ha qualcosa da raccontare, chi ha un piccolo spazio lo deve offrire e deve donare la solidarietà personale e sostanziale al giudice Di Matteo.
E’ una questione di fondamentale importanza, lo dobbiamo a noi stessi. E’ questo il senso: quando qualcuno accusa un magistrato della Repubblica si deve sollevare un coro di solidarietà, altrimenti tutto è perduto.
Noi siamo Di Matteo, tutti noi e non si può credere che la lotta alla mafia la si faccia solo con polizia e magistratura. Il contrasto articolato e complesso di questi anni ha avuto un senso perché tanti maestri nelle scuole siciliane hanno declinato parole nuove: onestà, trasparenza, legalità.
La lotta alla mafia è avvenuta nelle strade, sui balconi, nelle piazze (per fortuna non solo nei palazzi).
Oggi il web è un pezzo di strada, per questo annuncio così la mia solidarietà. Per quello che vale e spero valga poco, pochissimo, spero sia solo una goccia, eppure spero anche di essere goccia nell’oceano.
Grazie dottore Di Matteo.

© Riproduzione riservata (Gianfranco Natale)

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