Un sogno realizzato

Il genere fantasy possiede molti appassionati, se posso dirla tutta anche io sono una di loro, l’autore Anthony Cristel (vero nome Antonio Marcello) con il suo libro “La corona di sangue – libro bianco”, edito da Kimerik, realizza finalmente il sogno della sua vita.Molte volte, come per il nostro autore, la vita ci fa intraprendere lavori diversi da quelli che vorremmo (per un’inclinazione artistica) effettivamente fare, ma lui è stato ostinato e perseverante, ha impiegato molti anni, ma il sogno che risiedeva nel cassetto ora ha visto la luce… e tutti ne possiamo godere.

Ho una convinzione: chi ama il genere fantasy, secondo me, vorrebbe vivere in un mondo parallelo, diverso da quello in cui si è catapultati ogni giorno appena svegli, forse perché si è un po’ bambini o forse perché la nostra reale vita non ci piace. Secondo lei la mia convinzione è del tutto errata? Cosa l’ha spinta fin dalla fanciullezza in questa direzione, confidiamo a tutti i suoi lettori il germe della sua opera. “Sono assolutamente d’accordo. Il mondo del fantasy infatti dà la possibilità di vivere in luoghi dove ci si può dimenticare totalmente del mondo e della vita reale e dove, immedesimandosi in uno dei personaggi di quei luoghi, si può diventare persone speciali, con poteri speciali, in grado di compiere imprese speciali… insomma, essere di riflesso speciali! E in un’epoca in cui la globalizzazione e la minimizzazione dell’io sono al centro del presente, fantasticare e “vivere” in questo mondo, significa un po’ come tornare ad essere specialmente se stessi! Beh, il mondo della magia è sempre stato il sogno di ogni bambino o bambina. Chi non ha voluto vivere nel mondo magico ad esempio di Re Artù con maghi, cavalieri e principesse? O più recentemente, chi non ha sognato di ricevere una lettera di invito alla scuola di Hogwarts? Penso che in pochi potrebbero dire di non aver sognato almeno una volta di vivere in quei luoghi… e anche io sono stato affascinato da tutto questo e iniziando un po’ per gioco e un po’ per passione, mi sono avvicinato ai giochi di ruolo. Consideri che ora che ho 35 anni, con i miei amici, mi trovo ancora ad affrontare per lunghe serate orde di goblin, sfidare orchi o affrontare persino imponenti draghi per riportare il bene e la giustizia in quei mondi corrotti! E dopo diversi anni in cui tutto questo non era altro che un semplice gioco, nel mio cuore e nella mia mente cresceva sempre più questa passione, questo sogno che, parola dopo parola, si è trasformato oggi in quello che tutti voi potete leggere, un viaggio in un mondo a cui tutti sono invitati a partecipare.”

Ciò che sta scritto nella prefazione è del tutto vero, questo romanzo possiede una sua magia interna dove veniamo risucchiati per non poterne più uscire se non alla fine. È attrattivo come una calamita, forse merito dell’autore? Oppure è la trama molto coinvolgente? Come si ottiene il giusto equilibrio, qual è il suo metodo o il suo segreto? “Le Terre Bianche e tutti i personaggi, buoni o cattivi, che le abitano, narrati ne “La corona di sangue,” fanno parte di una storia germogliata, come dire, magicamente nella mia mente, ed io stesso ne sono stato totalmente risucchiato: essere quindi riuscito a trasmettere questo mio “sentimento” a chi ha il piacere di leggere il romanzo, beh, già questo per me vuol dire esser riuscito a trascinare nel mio mondo il lettore, esser riuscito a colpire nel segno ed aver raggiunto l’obbiettivo.

Il segreto? Quando la penna si poggia su quel foglio bianco, non sono io a “scrivere”, ma è il mio cuore che traduce tutte quelle immagini, che nella mia mente sono come un film che scorre, e suggerisce, una dopo l’altra, tutte le parole che riempiono e colorano gli spazi bianchi di ogni singola pagina.”

Ora nelle librerie il settore fantasy è stracolmo, naturalmente non tutto è di ottima qualità, ma ho l’impressione che lei abbia avuto maestri d’eccellenza, quali sono stati i suoi capisaldi e gli scrittori che l’hanno ispirata? “Non voglio sembrare né blasfemo (per chi già conosce bene il mondo del Fantasy), né presuntuoso ma iniziai a scrivere il “Libro Bianco”, primo capitolo che compone il romanzo “La corona di sangue” circa 15 anni fa. Quando iniziai la prima stesura, non conoscevo neppure chi fosse Tolkien (ahimè) o nessun altro scrittore del genere, conoscevo solo i mondi protagonisti di videogiochi e dei giochi di ruolo (come ad esempio Dungeons&Dragons o Forgotten Realm). Quando successivamente mi sono imbattuto nel capolavoro di Tolkien, tutto è sembrato ancor più reale, completo, questo perché il “mio mondo” e come se fosse parte integrante del mondo di Tolkien. Per chiarire meglio il mio pensiero, facendo un paragone con la nostra Terra, e come se le storie narrate nel mio romanzo si svolgessero in America mentre l’Eurasia fosse il luogo ove il capolavoro prende vita. Storie parallele, ognuna che vive di luce propria, ma con un fattore in comune: la magia, l’avventura, la lotta eterna tra il Bene e il Male.”

Quale personaggio della sua opera si può considerare in parte autobiografico oppure il suo alter ego?  “Non c’è un personaggio in particolare che rispecchia me in toto. In realtà, ognuno di loro (e non solo per i personaggi “buoni”) nasce da una parte di me. Ognuno, infatti, a suo modo è speciale e grazie alla sua specialità diventa un personaggio principale della storia. Nessuno è “figlio” o “figliastro”, ognuno di loro è indispensabile per raggiungere la meta, un tassello del puzzle senza il quale non si completerebbe il quadro.”

 L’eterna lotta tra bene e male, i cavalieri, gli elfi e maghi, lei crede realmente che deve vincere sempre il bene, lo spera (nella vita di tutti i giorni) oppure lo considera come un credo religioso?  “Purtroppo nella vita reale, in questo nostro mondo “corrotto”, in cui è sempre più facile distruggere e criticare alzando la voce rispetto a costruire e collaborare per il bene comune, è più facile che sia il Male a vincere… e lo dico con grandissima amarezza e tristezza. Nel mio mondo, invece, il Male, che ha un ruolo molto, molto importante, infatti è il vero cardine attorno al quale ruotano tutte le azioni dei personaggi “giusti” che, anche a costo del proprio sacrificio, mettono fuori la parte migliore di se stessi, affinché  in quel mondo –  ormai oscurato dalla cattiveria e dall’ingiustizia – prevalga la luce. Ed è proprio quello che dovrebbe succedere anche nel mondo reale: ciò che accade intorno a noi deve darci lo stimolo a tirar fuori il meglio di noi stessi, ma sottolineo di NOI, non dell’IO, perché solo “insieme”, diversi per colore, razza e ciascuno con le proprie qualità, possiamo essere in grado di cambiare veramente il mondo in meglio.”

Dopo questo brillante esordio attendo la prossima fatica. Quale progetto per il futuro ci riserva? Non ci faccia attendere troppo e buon lavoro! Il “Libro Bianco” è solo il primo capitolo che compone “La corona di sangue”. Il seguito, il “Libro Nero” è già in fase di completamento ed a breve sarà disponibile in tutte le librerie. Ma in realtà, l’opera sarà integrata da ulteriori due addendum… anche i testi di questi ultimi sono già tutti “scritti” nella mia mente e devono essere solo battuti e trascritti sulla carta. Invito quindi tutti voi lettori e lettrici a partecipare insieme a questo lungo viaggio nella fantasia e nella magia, nella speranza di regalarvi qualche attimo di spensieratezza.”

Ringrazio l’autore a nome di tutti i lettori, e buona fortuna!

Anna Pizzini

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