Una città e le sue ombre

Enrico Cillari autore del romanzo Le ombre immutabili di Palermo – edito dalla casa editrice Kimerik -, non è solo scrittore ma nella vita di tutti i giorni svolge l’attività di medico patologo a Palermo, dove è anche nato. Il libro racconta la storia di due amici che ritornano nel capoluogo siciliano dopo molti anni, ognuno per motivi differenti: Emanuele Lauri si candida a sindaco per le prossime amministrative, con l’idea utopica di voler dare alla sua città quello che gli è stato privato per molti anni, una dignità sia ai cittadini che all’amministrazione stessa, senza infiltrazioni mafiose, le quali hanno fatto sì che la città si fagocitasse, senza poter andare avanti in maniera pulita, potendole dare il giusto posto che le spetterebbe in Italia e nel mondo. Umberto invece vuole tentare di realizzare una nuova attività commerciale. Le due vite – anche se il protagonista narrante è sempre Emanuele – si intrecceranno. Ma non tutto finisce come i due amici avrebbero desiderato. La tristezza di combattere contro i mulini a vento è predominante e costernante, anche nel romanzo, come purtroppo nella realtà. Ora chiariamoci alcuni punti proprio con l’autore: 

Cominciamo a chiarirci le idee sul titolo del suo libro Le ombre immutabili di Palermo,  non sarebbe stato meglio – per l’argomento che lei tratta – intitolarlo “L’immutabile realtà di Palermo”? Il titolo parla di ombre di Palermo e non di realtà immutabile, perché in qualche maniera vuole indicare la speranza  che vi siano ombre negative in una città che ha pure forze sane che lottano per la legalità. Se avessi usato il termine realtà avrei negato una possibile speranza. Le ombre sono immutabili, ma nella città ci sono ancora energie positive.

Perché ha voluto sconfiggere il protagonista, farlo stringere dalla morsa di Thanatos? Perché non renderlo un eroe che ritorna vittorioso dalla sua battagliaHo pensato di fare perdere  il Lauri  perché è questa l’immagine più veritiera dello stato politico attuale della città di Palermo. Un  eroe sarebbe stato un po’  fuori dalla realtà attuale, anche se alla fine del libro c’è la speranza di un possibile nuovo tentativo: ” Tutto è immutabile? No , forse è possibile cambiare, si può e si deve. Si dovrò ritentare, ma… lo sportello dell’aereo, chiudendosi, mi lacerò il cuore”.

Il protagonista intraprende un viaggio utopico contro la realtà, l’amore verso qualcosa o qualcuno non ci fa vedere in maniera obiettiva le cose, questo è quello che è accaduto ad Emanuele Lauri? Ci tracci un profilo psicologico del protagonista.  Lauri è il mio sogno per Palermo. Uno che ha risorse e forze per lottare per la sua città. Lo fa come gli è consentito  in un ambiente difficile. Forse gli manca l’obiettività di Umberto di capire che stava andando a sbattere contro un muro. Però non vuole tirarsi indietro forse, in questo senso, è anche un po’  eroe. Occorrono queste persone, anche se è necessario che esse siano capaci di allargare il consenso. Lauri è comunque un idealista, un uomo che lavora per la giustizia e il bene dei suoi cittadini.

Quanta rabbia ha dentro di sé per la situazione che governa la sua bellissima città?  La mia rabbia è enorme, perché Palermo è bellissima. Direi che è una delle tante meraviglie italiane.  Il mio sogno è ridarle lustro, ma la classe politica è stata fatta da predoni. Sono stato di recente a Nizza per un convegno di Immunologi e Allergologi, bene devo  dire che Nizza rispetto a Palermo è nulla, ma è gestita in maniera impeccabile. Ecco questa è la grande tristezza.

Qualcuno le dice che le viene concesso il potere di modificare per sempre, una sola cosa  dell’amministrazione comunale di Palermo, cosa sceglierebbe? Sceglierei di modificare la qualità di tutti gli amministratori rendendoli dei grandi lavoratori, efficienti e con un’etica del lavoro solida.

Una città che si fagocita e non riesce a rinascere, secondo lei quale futuro attende Palermo con un simile passato e con questo presente? Palermo avrà il futuro che sapremo darle con l’impegno e il lavoro. Poi Palermo ha bellezze per offrire ai suoi cittadini gli elementi per costruire il suo futuro (arte, turismo, bellezze naturali uniche).

Emanuele Lauri è sconfitto, ma risorgerà dalle sue ceneri in un prossimo futuro? Quali sono i suoi progetti? Abbiamo la possibilità di riscattarci insieme a lui?  Lauri deve rinascere. Ognuno di noi, nel suo piccolo, deve provarci. Comunque senza una rinascita morale non c’è speranza né per Palermo né per l’Italia.

Salutandola  e ringraziandola per il tempo che mi ha concesso le voglio rivolgere un’ultima domanda: lei fino ad ora ha scritto soprattutto articoli scientifici per la sua attività professionale, cosa l’ha portata a divenire autore di narrativa? Amo il mio lavoro di medico;  ho scritto e continuerò a produrre lavori scientifici.  Amo, però, scrivere romanzi (nel 2014 pubblicherò un nuovo  romanzo) perché mi piace descrivere l’animo umano, le sue passioni e le sue speranze. Narrare è sentire il cuore degli uomini e provare a penetrare dentro, emozionare ed emozionarsi.

 

Anna Pizzini

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