Una strana malattia di Silvia Santilli

Questo libro è arrivato in un momento della mia vita davvero particolare.
Ho sempre pensato che non siamo noi a scegliere i libri, ma sono gli stessi a scegliere noi.
In questo momento non potevo iniziare una lettura più appropriata di questa.
Da anni ho un familiare che “combatte” contro la depressione, una malattia particolare che molto spesso è difficile da diagnosticare ed altrettanto difficile da guarire o soltanto da capire.
Tutto sta nel trovare un buon psicologo, ed avere molta pazienza, ma non sempre è così facile uscirne.
Tramite le pagine di questo saggio ho percepito parecchie delle sensazioni che in questi anni ho vissuto stando vicino a questo mio parente.
L’autrice ha voluto esternare tutte le sue sensazioni molto spesso ridendoci sopra.
In questo modo sono riuscita a capire che in alcuni casi mi sarei potuta comportare diversamente e che potrei aiutare questa persona in molti altri modi.
Anche a me è successo di parlare con delle persone poco informate in materia e quando ho specificato che questo mio parente per curarsi deve prendere degli psicofarmaci, che in un certo senso sono una droga, hanno fatto le peggiori constatazioni di questo mondo.
Purtroppo ci sono sempre più casi di depressione al mondo, ma c’è poca informazione su questo campo, io non mi ritengo un’esperta, ma in cinque anni ne ho viste davvero tante.
Ho avuto paura quando ho scoperto la diagnosi del medico perché non sapevo a cosa andavo incontro, un po’ come per i genitori dell’autrice.
Non avevo idea di come sarebbe continuata la vita con questo familiare e devo ammetterlo che andare a trovarlo nel reparto di psichiatria mi ha fatto un po’ paura.
Poi con il tempo ho capito che queste persone non sono degli extraterrestri, hanno solo bisogno d’aiuto e d’affetto più di altre, anche se alcune volte dei loro comportamenti ci sembrano strani.
Che altro posso dire di questo saggio?
È scritto in maniera molto fluida, diviso in capitoli più o meno brevi ed inoltre la scrittrice ha deciso di inserire alla fine del suo testo una parte dei suoi diari personali dove descrive nel miglior modo il suo disagio e le sue difficoltà di questa malattia.
È un libro che mi sento di consigliare a tutti, sia a chi non ha mai avuto casi di depressione o malattie mentali in famiglia per comprendere meglio, sia a chi magari ne soffre e crede di non avere nessuno a questo mondo con cui confrontarsi.
Ho trovato geniale l’inserimento dell’”Ode alla vita” di Martha Medeiros perché proprio in questo saggio le sue parole sono state molto utili.
Ringrazio la scrittrice per questo testo che mi ha aperto la mente verso nuovi orizzonti e speranze che prima non avevo.

Auguro a tutti una buona lettura!

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