Ventennio fascista. Quanto è bella la libertà di Filomena Costa

Villapiana è un piccolo paesino della Calabria.
La gente trascorreva tranquillamente le proprie giornate in questo luogo.
C’era chi sognava l’America, il paese della svolta, la terra promessa dove potersi arricchire.
Tanti erano partiti per trovarvi quello che l’Italia non poteva offrire. Molti erano rimasti lì, altri erano tornati per la troppa lontananza.
Villapiana era un paese semplice formato da gente senza troppe pretese che si riuniva in piazza per scoprire le novità della giornata.
Nel 1920 però, Benito Mussolini impose l’ideologia fascista in tutto il Paese.
Successivamente vinse le elezioni, a Villapiana erano terminati i giorni di spensieratezza.
Anche la crisi economica fece cadere nell’oblio il Bel Paese.
In un periodo in cui imperversava la dittatura, un uomo ed una donna, riuscirono a far sbocciare l’amore.
Menuccia, una donna molto intelligente ed all’avanguardia si innamorerà perdutamente del ribelle socialista, Giuseppe Leardi.
Menuccia era solita fermarsi al Gran Caffè dove leggeva con passione delle poesie.
Era diventata la regina del paese e tutti cercavano di ronzarle attorno.
La storia tra Menuccia e Giuseppe sarà tutt’altro che facile.
Tutti faranno in modo di tranciare questo rapporto fin dalla nascita.
L’amore però fiorirà per caso come un papavero tra le spighe di frumento.
Vi auguro una buona lettura!

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