Vodafone e gli altri operatori controllano il nostro traffico internet?

Vodafone e gli altri operatori controllano il nostro traffico internet?
E’ una domanda legittima che tutti dovremmo porci. Una fonte mi illustra la conversazione avvenuta con un’operatrice della Rete Vodafone.
Cliente Vodafone: “Buongiorno, mi sono accorto che  non riesco più a navigare su Internet con il mio Tablet, avevo a disposizione 3 giga di traffico, possibile siano già tutti consumati?”
Operatrice Vodafone: “Salve, mi indichi il numero di cellulare così verifico”
Pochi secondi…
Operatrice Vodafone: “Sì signore mio, qui vedo che lei ha consumato tutto il traffico”
Cliente Vodafone: “Possibile, dopo pochi giorni?”
Operatrice Vodafone: “Vede in questo giorno, c’è stato proprio un picco di traffico. E signore mio, vedo che in alcuni giorni ha consumato proprio tanto traffico – sorrisetto – che fa non si fida?”
Cliente: “Non è quello… solo”
Operatrice: “Ascolti, che so, per esempio, non è che ha scaricato cataloghi turistici? Magari pensava di andare i vacanza”. Operatrice: “(Sorrisetto) Ma non creda, io dico tanto per dire, non è che io so…”.

La conversazione qui si chiude, ma la cosa strana è che in effetti la mia fonte mi ha assicurato che davvero aveva navigato tra siti di operatori turistici e aveva scaricato qualche catalogo.  La domanda sorge spontanea: l’operatrice ha solo provato a indovinare? E’ solo una coincidenza? E’ possibile che gli operatori telefonici conoscano in dettaglio e in chiaro il traffico dei clienti? Se così fosse, sarebbe gravissimo. Non avremmo davvero nessuna tutela alla nostra privacy.
Chi controlla gli operatori di telefonia mobile? Il traffico internet e le nostre navigazioni on line sono visibili a tutti? Il Garante delle Telecomunicazioni  sta operando in tal senso?
Tutto quello che facciamo su internet è tracciato, tramite l’indirizzo IP, il numero seriale del PC o Smart Phone o Tablet e il numero di telefono di collegamento. Viene registrata ogni singola ricerca e le preferenze personali. Se ci facciamo caso i motori di ricerca già sanno dove abitiamo e cosa ci piace, suggerendoci, già prima che noi effettuiamo una ricerca, molti termini che avevamo in precedenza cercato.
Questo può essere comprensibile, anche se fastidioso, ciò che non è davvero ammissibile è che semplici operatori telefonici sappiano che siti frequentiamo, conoscano con un semplice click le nostre abitudini.
Forse non è così, certamente saremmo tutti più felici e sereni se vi fossero degli strumenti di tutela della privacy trasparenti e forti. E’ un’esigenza nuova, ma sarà sempre più importante: ormai una parte importante della nostra vita si svolge in Rete.
Del resto la stessa parola può avere due significati opposti: Rete come salvezza o Rete come Prigione.

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