Vogliono far chiudere le piccole case editrici?

   


E’ un accanimento senza limiti, la sequenza degli eventi è davvero incredibile: prima azione, si elimina la tariffa editoriale.
Era una tariffa  conveniente nei costi e calibrata per le esigenze di chi doveva gestire le spedizioni e si trovava a competere con i grandi dell’Editoria (il maiuscolo è d’obbligo innanzi a queste super potenze).
Loro hanno dei canali di vendita privilegiati, i piccoli editori usavano questa tariffa per far viaggiare i loro libri. Era una consolazione in un mercato fatto dai giganti, sicuramente il circuito della grande distribuzione ne ha ricavato un beneficio indiretto.
Lo dico senza pregiudizi alcuni (e che forse queste persone non si sudano lo stipendio?). Acquistare on line è meno conveniente e la conseguenza diretta è che se vuoi un libro on line i piccoli editori la spedizione te la fanno pagare più cara, dunque? Ci si rivolge alla libreria (ottimo per le librerie della distribuzione, un po’ meno per chi sopravviveva di vendita on line).
Mentre il mondo gira a ritmo di ADSL super veloce su fibra ottica, noi penalizziamo la vendita on line di prodotti culturalmente avanzati come i libri:
Miopia culturale – Cultura 1-0

Poteva bastare? Chi gestisce aziende editoriali piccole, chi sopravvive contrastando i giganti dell’editoria vicariando alla manzanza di mazzi con una con grande passione era già tramortito. Poteva bastare? Sì, ma per non saper leggere e scrivere (malizioso lo ammetto)  altri colpetti  diamoli (avranno pensato) così stiamo tranquilli
ecco il disegno di legge sui libri scontati e soprattutto l’aumento dell’IVA sulle spedizioni dal 4% al 20% (coincidenze?). 
 

Se vuoi portare un’imposta dal 4% al 20% lo puoi fare, ma devi dare il tempo, devi far assestare le cose… invece l’aumento è avvenuto in media res, oggi 25 agosto 2010 abbiamo scoperto che dal 24 agosto 2010 le cose sono cambiate.   

 
Ecco in sintesi la vicenda:
l’imposta, l’introduzione dell’iva sui prodotti del corriere espresso (“postacelere 1 plus”, “paccocelere 1 plus”, “paccocelere 3” e “paccocelere maxi”) significa un aumento secco di almeno il 20% (al conto si aggiungono un minimo arrotondamento, naturalmente all’insù, per il “paccocelere 3” e una suddivisione negli scaglioni di peso per il “paccocelere 1 plus”).
In soldoni se prima spendevi 9 Euro ora spendi circa 12 €.

Fatemi fare una parentesi: sempre meno si spostano le persone, sempre più si sposano le merci, la competizione aumenta, i corrieri fanno offerte straordinarie, qualche aumento è comprensibile, non voglio dire.
Ma nel contesto editoriale disastrato dalle tariffe editoriali tolte all’improvviso, questa iva che passa dal 4% al 20% non poteva risparmiare il di suo asfittico mercato editoriale? 
Ragazzi se qualche azienda vende qualche libro che male c’è? 
Non voglio fare dietrologie e non so se è un male, ma così facendo si chiudono le aziende che lavorano on line con la vendita dei libri. Ma ditelo e basta: su fateci questo favore, diteci che non dobbiamo esistere, che ci vuole? Fate una legge a ad esclusione (le avete fatte in tutte le salse: ad personam, aziendam, ecc) tanto vale farne un’altra: 
 

tutte le piccole e medie case editrici italiane che non hanno santi in paradiso devono chiudere.   

Lo apprezzerei, sarebbe davvero più  serio e coerente… sicuramente più corretto, noi qui siamo nella trincea assediati e non arriveranno i nostri… i politici non sono i nostri, ma questo è tutto un altro discorso… forse.  Miopia culturale – Cultura 2-0  

  

  

 
 

 

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6 pensieri riguardo “Vogliono far chiudere le piccole case editrici?

  • 13 Ottobre 2010 in 10:24 pm
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    ascolta, come posso parlare con te, abbiamo un’associazione e vorremmo dei consigli

  • 4 Ottobre 2010 in 2:43 am
    Permalink

    Se organizzate qualcosa fatemi sapere, mi interessa molto l’argomento, in pvt mando e-mail

  • 2 Ottobre 2010 in 5:03 pm
    Permalink

    Anche io ho una casa editrice e trovo sconfortante puntare sempre sul mercato culturale banale della televisione.
    La valutazione andrebbe fatta inun’ottica diversa, la TV ruba idee, i libri le producono.
    Forse si vuole una società povere di idee?
    Ma una società così è essenzialmente povera…
    davvero vogliamo andare in questa direzione?

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