Yellowstone, la serie tv con Kevin Costner

Questa serie mi ha riportato alla mente una memoria di Jorge Luis Borges.
Nel Minotauro lui diceva: chi è davvero il mostro? Siamo sicuri che sia proprio lui?
E forse non sono mostri coloro che donano al “mostro” le giovani vittime sacrificali?
Anche qui, in modo più prosastico, il bene è un pendolo che oscilla.
Tra uno e l’altro.
Non cercate di acciuffare un protagonista avventuroso e positivo nel senso più principesco del termine.
Qui i personaggi si muovono secondo una visione personale ed egoistica:
Il ranch dove si svolge l’azione, il centro della scena, è un’isola.
I personaggi sono isole. La solitudine del protagonista John Dutton (Kevin Costner) è l’ennesimo  tema del cerchio concentrico.
Siamo anelli isolati. Che in fondo ben rappresenta la visione profonda della cultura americana.

Brilla il grande Kevin Costner, entra nel ruolo dell’americano profondo. Atavico e duro che non significa smargiasso, duro significa ruvido come gli stivali, i cappelli, i guanti da rodeo e tutto ciò che di autenticamente americano viene fuori dalla visione della serie.
Interessante. La consiglio anche perché è un tentativo affatto scontato di analizzare posizioni sociali molto diffuse negli Stati Uniti.
Direi che è da vedere, l’analisi è schietta e la regia disincantata e acuta di Taylor Sheridan proietta un’immagine reale e per nulla idealizzata del DNA americano.

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata


Yellowstone è una serie televisiva statunitense western del 2018 creata da Taylor Sheridan e John Linson.
La serie segue le vicende della famiglia Dutton, proprietaria di un ranch nel Montana.
I costruttori di terreni, una riserva indiana e il primo parco nazionale americano minacciano il più grande ranch contiguo degli Stati Uniti.

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