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Cannes apre la 79esima edizione, il cinema come resistenza: Palma d’oro alla carriera per Peter Jackson

Una cerimonia veloce, elegante e di sostanza ha aperto sulla Croisette la 79esima edizione del Festival di Cannes, segnando ancora una volta il rito con cui la settima arte rinnova ogni anno il proprio incontro con il mondo. La conduzione è stata affidata all’attrice Eye Haidara, che ha guidato meno di un’ora di palco senza fuori programma, accompagnando le voci più alte della serata in un racconto comune che ha trovato nella formula del cinema come resistenza la sua chiave più ricorrente.

A proclamare ufficialmente aperto il festival sono state Jane Fonda e Gong Li, entrambe in total black, simbolo di una sobrietà voluta. Le due attrici, una americana e una cinese, hanno scelto un dialogo a due voci che ha richiamato il valore del cinema come ponte tra culture diverse. Gong Li ha ricordato l’onore di rappresentare il cinema del proprio paese in un contesto internazionale e ha definito la grande arte filmica come capace di superare lingue, generazioni e confini, parlando soltanto della materia comune delle emozioni umane.

Jane Fonda ha rilanciato il tema della resistenza, evocando il potere delle voci sullo schermo e di quelle che lo abitano fuori dall’obiettivo. Le storie del cinema, ha detto, costruiscono società e generano empatia anche verso chi vive ai margini, perché ci permettono di immaginare un futuro alternativo e di crederlo possibile. La sala, gremita di registi e interpreti tra cui Joan Collins, James Franco, Costa Gavras, Heidi Klum, Hirokazu Koreeda, Claude Lelouch, Bong Joon-ho e Cedric Klapisch, ha accolto il messaggio con applausi prolungati.

Significativo il monologo di apertura della padrona di casa, che ha richiamato il momento storico segnato da blackout digitali e dall’avanzata dell’intelligenza artificiale, ricordando come Cannes resti uno dei luoghi che continuano a unire e ad avvicinare. Tra gli omaggi al patrimonio della settima arte, accompagnati dal violino di Miri Ben-Ari, sono affiorate le citazioni di film entrati nella storia, dalla Dolce vita a Nuovo cinema paradiso, da Taxi driver a Notting Hill.

L’evento nell’evento è stato la consegna della prima Palma d’oro alla carriera dell’edizione, andata a Peter Jackson. A consegnarla è stato Elijah Wood, il suo Frodo, ancora una volta sul palco a fianco del regista neozelandese. Jackson ha riconosciuto la sorpresa del premio, ricordando di non aver mai pensato di concorrere a un riconoscimento del genere e di aver vissuto entrambe le sue precedenti partecipazioni al Festival come tappe centrali del proprio percorso. Sull’altra Palma d’oro alla carriera prevista quest’anno, attesa per Barbra Streisand, l’attesa è ora interamente affidata ai giorni di programmazione.

Sul versante del concorso ufficiale ha preso la parola il presidente di giuria Park Chan-wook, che ha riconosciuto la responsabilità di un compito che coinvolge il lavoro di migliaia di persone. Ha invitato i colleghi giurati a far prevalere il confronto sulle posizioni personali, augurandosi uno scambio di idee fitto e rispettoso, capace di restituire al palmares la pluralità di sguardi della stagione.

L’apertura ha consegnato così agli spettatori una cornice ufficiale lineare e raccolta, in cui le parole sul futuro del cinema hanno tenuto banco quanto i bagliori del red carpet. Adesso la parola passa ai film e alle giornate del concorso, che decideranno chi salirà sul palco al termine della rassegna per ricevere la Palma d’oro 2026.

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