Sicilia

Il fumo dentro le case: Castronovo assediata dal fuoco mentre l’isola conta un fronte dietro l’altro

C’è un momento in cui un incendio smette di essere una colonna di fumo all’orizzonte e diventa una cosa che entra dalle finestre. Castronovo di Sicilia lo ha vissuto oggi: le fiamme che da ventiquattr’ore assediavano le campagne — le stesse che avevano già ferito aziende, abitazioni e la zona del potabilizzatore — sono scese lungo il costone roccioso fino ai margini dell’abitato, avvolgendo il paese in una cappa di fumo. Il sindaco Vitale Gattuso ha lanciato un allarme senza giri di parole, e la risposta è stata da massima emergenza: tre Canadair e due elicotteri in azione simultanea, con decine di squadre a terra schierate a protezione delle case.

Il paese dell’alto corso del Platani è il simbolo della giornata, ma non è solo. La mappa dei roghi delle ultime ventiquattr’ore disegna un’isola accerchiata: nel Palermitano si è bruciato a Pioppo e sulle pendici di Monte Jato — dove il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, ha parlato di ore di grandissima apprensione, rese meno drammatiche dalla tenuta della macchina dei soccorsi —; nell’Agrigentino i fronti hanno toccato Favara, Cammarata, le sponde del Lago Arancio a Sambuca e la zona industriale di Sciacca; sul versante orientale le fiamme hanno costeggiato la statale 284 vicino Maletto e le campagne di Mineo e Caltagirone, mentre a ovest hanno sfiorato lo svincolo della A29 a Partanna e la vegetazione urbana di Mazara del Vallo. Persino dove le squadre di terra sarebbero bastate, come a Nissoria nell’Ennese, l’intensità del fuoco ha imposto il ricorso ai mezzi aerei.

Dietro i nomi delle contrade c’è un filo unico: giorni di temperature oltre i quaranta gradi, vegetazione ridotta a combustibile e un vento che nel pomeriggio gira e rinforza. È la formula che la Protezione civile aveva messo nero su bianco già a fine settimana scorsa, e che continua a trasformare ogni innesco in un fronte. Con un’aggravante che le statistiche di ogni estate confermano: quando i punti di partenza sono decine nello stesso giorno, la mano dell’uomo — dolosa o criminalmente distratta — è più che un sospetto, ed è su questo che dovranno lavorare le indagini.

Il bollettino di giornata, per fortuna, non registra vittime; registra però un patrimonio che brucia — uliveti, pascoli, capannoni, il bosco che difende i paesi dal dissesto — e comunità che vivono con le valigie mentali pronte. L’allerta resta al livello più alto anche per domani, quando è attesa un’altra giornata di caldo estremo: l’ultima, promettono i meteorologi, prima del calo termico. Castronovo, e con lei mezza Sicilia, conta le ore.

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