Italia – Inghilterra: storie di miti, leggende, divinità e pallone

11  luglio 2021
Italia-Inghilterra 4-3 dopo i rigori, siamo campioni!

Quella che si è giocata l’11 luglio 2021 a Wembley non è stata una semplice partita di calcio, segni astrali e congiunzioni cabalistiche stimavano in quella partita una sorta di battaglia  epica tra i piccoli uomini che inseguono la sfera e i grandi dei che si scontrano nell’olimpo per determinare il vincitore.
Già le date dovevano dare premonizioni di quanto sarebbe accaduto:
In occasione del 60º anniversario dalla nascita del torneo, la fase finale non ha avuto luogo in una singola nazione o due, ma in 11 distinte città europee. La partita inaugurale si è tenuta allo Stadio Olimpico di Roma, mentre le semifinali e la finale sono state disputate al Wembley Stadium di Londra.
Roma e Londra.
Alfa e Omega.
L’inizio e la fine.
Era scritto, ma non era determinato. Ancora si dovevano sfidare gli uomini e gli dei.
Al secondo minuto Shaw sospinto da un’oscura divinità colpisce in modo rocambolesco una palla, sicuramente sarebbe andata a finire fuori, chissà quale antico dio britannico ha spinto il piede di Shaw, ha drizzato l’arto dell’inglese e così il tiro è diventato imparabile.
Lo ammetto, nulla sembrava promettere bene.
Giove si era schierato con gli inglesi e dal carro spargeva fiumi di acqua che rendevano la partita irraggiungibile. Fu allora che qualcuno recandosi all’altare di Giove Pluvio offrì promesse e preghiere. Gli scozzesi tremavano già e così l’intera Alemannia che vedeva nella vittoria degli angli l’irripetibile rivincita dalla Brexit.
Così accade che nel secondo tempo Giove, distratto da ninfe e promesse vane smise di sbarazzarsi delle otri di acqua e la partita apparve meno impossibile per gli azzurri. Io credo fu una divinità femminile indispettita dalla solita arroganza inglese. Certo qualche dio, sicuro si schierò a favore degli italiani e così i giochi parvero più equilibrati.
Così  al 67 minuto Crisanti fa da velo, ci prova Verrati, niente da fare.
La rete non si gonfia e le promesse divine paiono tradirci. Arriva allora Bonucci che segna il punto con fare deciso.
Tre arieti alla fine sfondano la resistenza e l’arrembaggio italico alla fine gonfia la rete inglese: 1-1.
Forse le divinità olimpiche erano distratte, ormai sazie, intanto l’acqua delle otri si era trasformata in vino. A causa di un banchetto sontuoso gli dei non spingevano più le vele dei nemici, eravamo soli: uomini contro uomini.
Lo sguardo degli azzurri si fece feroce e determinato. Gli inglesi se pure avanzavano in centimetri apparivano piccoli e smarriti.
Sì, fu allora che capimmo che avremmo vinto.
Il tempo del calcio si è trasformato nel tempo dei rigori. Tutti lo sapevano e tutti sapevamo che l’Italia appariva più sicura. I cambi inglesi, affrettati alla fine dei tempi supplementari sono stati calibrati inserendo tiratori scelti per i rigori. Questi cambi a freddo hanno caricato i giocatori inglesi di un enorme impegno psicologico. Non lo hanno superato. Noi guerrieri pronti a tutto avremmo lottato anche se la partita fosse durata 360 minuti.

Calci di rigore.
Ecco i numeri e le azioni dei guerrieri italiani.
23:46 – Berardi segna. Sereno, deciso.

23:47 – Kane ridesta l’orgoglio inglese e segna un bel rigore.

23:47 – Pickford para il rigore a Belotti.

23:48 – Maguire la mette nell’incrocio.

23:49 – Belotti sbaglia nella testa, sbaglia perché arriva spaventato, tanto cuore però.

23:49 – Palo di Rashford spaventato dall’enorme Donnarumma.

23:50 – Bernardeschi segna!

23:51 – Sancho non sbaglia. Donnarumma strappa feroce la palla al mostro che qualcuno chiama porta.

23:52 – Pickford para il rigore a Jorginho.

23:53 – Saka non sbaglia! Di nuovo Donnarumma si infila nelle fauci del mostro e L’ITALIA VINCE!

 

Gianfranco Natale
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