La Casa di carta, un grande successo internazionale

Ho rimandato questo articolo perché dovevo capire l’origine di questo successo: io credo si spieghi bene con la faccia dei protagonisti. Veri, reali, figure plausibili di una narrazione corale e armoniosa.
Ma ritorniamo indietro. Del resto il meccanismo del flash-back è usato sapientemente anche dal creatore Alex Pina, combinato sulla scena dal regista Jesús Colmenar e seguito con cura dal direttore della fotografia Migue Amoedo.
Questa serie ha un imprinting spagnolo, a Madrid insiste l’ambientazione, ma ha una vocazione internazionale con attori di grande spessore umano.
Trama: un professore, Salvador Martin (Sergio Marquina), metodico, analitico, quasi ossessivo nella sua regia, orchestra con un manipolo di ladri, un grande furto alla zecca di Stato.
I protagonisti assumono un carattere neutrale e ciascuno di loro sceglie come nome la capitale di uno Stato o di una grande città internazionale: Tokio, Rio, Lisbona, Palermo, Berlino e così via.
Già in questa scelta si rivela la progettualità di una serie Tv spagnola, ma con uno spirito internazionale: si inizia dunque a comprendere il successo della serie, non certo per la scelta dei nomi, ma per la visione del progetto, un progetto appunto internazionale.
Aggiungiamo che la struttura narrativa è equilibrata e corale e l’espressività dei protagonisti e le sotto storie, che scorrono come affluenti nel grande fiume narrativo, aggiungono forza alla vicenda. Ad esempio la storia d’amore tra il professore e Lisbona, l’amore di Tokyo (Úrsula Corberó ) per Rio e la grande espressività di Daniel Ramos (Denver).
L’idea del professor Salvador Martin è quella di stampare a più non posso decine di miliardi euro. Missione impossibile, ma che si rivela sorprendentemente plausibile perché il professore muove le persone e gli eventi come pedine in una grande scacchiera.
Risaltano i personaggi: l’investigatore che lo segue e lo acciuffa, ma…
C’è sempre un ma in questa serie. Vi dico che l’episodio della zecca è solo l’antefatto, che la serie ha una struttura di scatole cinesi e la seconda serie, ambientata nella Banca di Spagna, è ancora più bella della prima. Caso raro e straordinario nel mondo delle serie tv.
Vorrei dirvi di più, ma nessuno osi “spoilerare” ciò che il grande trio  ha realizzato:
Alex Pina, il creatore, il regista Jesús Colmenar e il direttore della fotografia Migue Amoedo.

Gianfranco Natale
© Riproduzione riservata

Scheda:
Voto: 9,5
Piattaforma: Netflix
Età consigliata: a partire dai 14 anni

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