La Casa Editrice Kimerik Pubblica i nuovi autori italiani

Quando incontro un’autrice o un autore dico sempre che non siamo artefici del destino degli altri, la cosa ci spaventerebbe enormemente. Noi della Kimerik vogliamo essere compagni di strada.
Sintetizzando potrei dire:  “forse la direzione è questa. Che ne pensi?”.
Il fatto di metterci condizionali, punti interrogativi e dubbi non è casuale. Temo chi ha troppe certezze. Il dubbio avvicina alla conoscenza o meglio ancora io credo che l’ipotesi sia un presupposto irrinunciabile per nuove verità.
Del resto la materia fondamentale del dialogo non è forse un confronto sincero?
Ora non la vorrei buttare troppo sul letterario, però mi piace riproporre due esempi: D’Annunzio era poeta delle certezze e dell’infallibilità. Montale era poeta del tormento e dell’interrogativo. D’Annunzio annunciava, non usava quasi mai i congiuntivi. Nella sua lirica imperava un periodo diretto e nelle sue costruzioni lui era il creatore definitivo.
Montale, invece, posava un piede, allungava lo sguardo. Si spaventava, si struggeva innanzi a un muro (un semplice muro d’orto) che appariva insormontabile. Egli era la formica. D’Annunzio era il Superuomo. D’Annunzio sembra più forte, oggi potremmo dire che avrebbe avuto più follower.
Eppure  è il dubbio che illumina e rende immortale la poesia e tra i due se il più forte è D’Annunzio, il più grande è il piccolo Montale, capace di osare con versi come questo.

Gianfranco Natale

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