Le responsabilità e i costi dell’immigrazione

Sono concluse le operazioni di sbarco dei 257 migranti dalla Sea Watch3 arrivata questa mattina al porto di Trapani. A bordo anche 70 minori non accompagnati.  Ii migranti hanno lasciato l’imbarcazione dell’Ong tedesca. Premessa: accogliere, seconda riflessione, cercare di capire come sostenere l’immigrazione (legale), contrastare quella illegale e trovare nuovi strumenti legislativi affinché i diritti di chi arriva in Sicilia siano conciliabili con i diritti di chi qui lavora e vive.
L’obbligo dell’accoglienza non è un obbligo formale, diremmo che la legge segue il buon senso e il giusto criterio di convivenza.
Se c’è qualcuno che ha bisogno di soccorso deve essere sostenuto. Il problema dunque non è fermare nelle acque chi arriva (impossibile), ma cercare di ridurre i flussi con strumenti di buon governo e di sostegno ai paesi africani.
Del resto, però, le capacità di accoglienza devono fare i conti  con i contesti generali, per questo sarebbe utile una norma internazionale che obbliga la nazione che assegna la bandiera all’imbarcazione della ONG a farsi carico dei costi di ingresso, inclusione e integrazione degli extracomunitari.
In questo caso, per esempio, la Sea Watch3 (nave tedesca), dovrebbe essere la Germania a gestire finanziariamente i costi dell’operazione (non solo di sbarco, ma anche di inclusione, con gli oneri derivati).
Tante volte l’Italia ha provato a porre sul tavolo una modifica degli accordi di Dublino.
Il regolamento di Dublino II determina lo Stato membro dell’Unione europea competente a esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra (art. 51).  Il regolamento di Dublino mira a determinare con rapidità lo Stato membro competente per una domanda di asilo e prevede il trasferimento di un richiedente asilo in tale Stato membro. Lo Stato membro competente all’esame della domanda d’asilo sarà lo Stato in cui il richiedente asilo ha fatto il proprio ingresso nell’Unione europea.
Non sappiamo se per estensione  in questo caso lo stato membro possa essere considerato la Germania. Certo l’accoglienza e il sostegno è una misura a cui nessuno deve sfuggire, ma la situazione sanitaria complessiva, quella economica, la situazione migratoria generale prevedono nuove riflessioni.

 

 

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