Film, recensione della pellicola: “Maps to the stars” di David Cronenberg

Film, recensione della pellicola: “Maps to the stars” di David Cronenberg

 

Arriva nelle sale italiane il nuovo film del trasgressivo e geniale David Cronenberg “MAPS TO THE STARS”; il protagonista è Robert Pattinson che abbandonati i ruoli da bello ora si cimenta col cinema d’autore ed infatti è al suo secondo film con il regista canadese dopo il complesso “COSMOPOLIS”; il film è appena stato presentato al FESTIVAL di CANNES accolto con controversa partecipazione e dibattito acceso come tutti i film di Cronenberg. Il cast è completato da John Cusack, JUlianne Moore, Mia Wasikowska, un cast all’altezza di un film cupo e angosciante. Una satira su Hollywood feroce e pessimistica, una satira su tutto ciò che produce Hollywood e sugli effetti devastanti che ha sugli esseri umani. Robert Pattinson è l’autista Jerome, aspirante attore e sceneggiatore, che per vivere fa l’autista appunto di gente che vive a Hollywood e riportando a casa Agata (MIA WASIKOWSKA) sulle colline conosce la famiglia di lei, I WEISS, una famiglia tutt’altro che tranquillizzante che rappresenta ed incarna tutta l’umanità; la nevrotica mamma Cristina, il papà terapista imbroglione delle star (JOHN CUSACK), il fratello BENJIE psicotica piccola star che guadagna soldi a palate e già drogato; a loro si unisce una straordinaria Julianne Moore con il suo personaggio di HAVANA, una star psicopatica alle prese con il suo passato e il ricordo della madre anche essa attrice. Tutti i protagonisti del film sono legati tra di loro in maniera ossessiva, nascondendo i l loro passato dietro manie, incubi e comportamenti le sionistici. I temi trattati da Cronenberg, la famiglia, il successo, il lavoro, i rapporti genitori –figli, l’identità perduta sono temi cari al regista che sotto la sua lente di ingrandimento analizza, sminuzza e rende spietato ogni giudizio. Attraverso questi temi il regista parla di tutto il mondo circostante ripiegato su se stesso, nello specifico il mondo di HOLLYWOOD, e replicante sempre dello stesso modello negativo. Un film che mescola un certo sorriso alle scene lugubri e sarcastiche, un film che sa inquietare proprio per il sarcasmo ardente che possiede, un leit motiv canzonatorio su tutto ciò che sforna Hollywood. Un film stratificato dove è difficile cogliere a prima visione tutte le citazioni, i riferimenti di cui è pieno ma è comunque un film bello e compiuto nel suo concentrarsi su un giudizio negativo di tutta una umanità. Il finale triste ed elegante punta a concedere allo spettatore un post riflessivo su una visione che oscilla tra realtà e finzione. Questa è l’arte cinematografica di Cronenberg, prendere o lasciare.

DANIELA MEROLA

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Daniela Merola

Un saluto a tutti, sono Daniela Merola, scrittrice, blogger, giornalista e il mio sentiero è sempre stato "il coraggio delle proprie idee".

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