Recensione “Israele – Vicende e destino di un Popolo” di Pasquale Rineli

Rivedere e riesaminare attentamente e con animo sereno e imparziale
la propria dottrina e le proprie ideologie politiche e morali in merito
al problema ebraico, sono i passi necessari e indispensabili da farsi, e
al più presto, se si è veramente intenzionati a risolvere questo secolare
problema, in modo completo, totale e una volta per sempre.

Questa citazione tratta da “Israele – Vicende e destino di un Popolo” è, nostro parere, la migliore per racchiudere e definire cosa sia questo testo, un saggio storico intorno al popolo di Israele, tanto spesso tristemente al centro della storia dell’uomo.

Che senso ha, nel terzo millennio, scrivere o semplicemente tracciare un’apologia,
una difesa del Popolo Ebraico come se fosse sotto accusa, sotto inchiesta?

Eppure c’è.

Quasi come un capro espiatorio di un’intera società, nel corso di tutta la storia dell’umanità la comunità ebraica è stata sempre discriminata, perseguitata, oggetto di pregiudizi, “cacciata” e ritenuta responsabile di sciagure di vario tipo, sconfitte, crisi, epidemie. Al centro di una questione territoriale mai risolta, considerato “eletto”, quello ebraico è un popolo che nella storia ha sempre sofferto, a tal punto da rendere la parola “ebreo” quasi un insulto, come sinonimo di avido, usuraio, attaccato al denaro; il capitolo certamente più triste riguarda il secolo scorso, nel contesto della Seconda Guerra Mondiale.

Inquadrandolo nella vicenda della Shoah, l’autore ci fa conoscere una figura positiva come quella di Raoul Wallenberg, forse poco o niente citato nei libri di storia, così come la triste vicenda dei Falasha, gli “intrusi” della comunità ebraica di Etiopia, a tratti difesi e a tratti brutalmente perseguitati; poche migliaia di fedeli che vorrebbero solo ricongiungersi con gli altri in Terra Santa, ma il loro sogno continua.

L’autore, con gli occhi di un cristiano (come lui stesso scrive: A scanso di equivoci, l’autore di queste pagine non è affatto un Ebreo, come si potrebbe pensare, ma un Cristiano credente e convinto che ama la Verità e detesta le menzogne e gli inganni) che crede fortemente nel debito che la religione cristiana ha nei confronti della dottrina ebraica, ha deciso di ridare giustizia a questa comunità religiosa tracciandone un puntuale excursus storico-religioso in grado di chiarire tutti i punti nodali soprattutto per ciò che concerne la dottrina.

Tutta la dottrina ebraica è di stampo profetico, gli Ebrei da sempre attendono la venuta del Messia e, quando un Messia – quello cristiano – si era a loro manifestato come il Salvatore, hanno rifiutato di crederci, nella ferma convinzione che un giorno arriverà il Dio pronto a mantenere le promesse fatte al suo popolo, ai Padri nella sua Alleanza.

La fonte dell’autore per trattare un argomento così delicato è quella per eccellenza, e cioè nient’altro che la Scrittura, dove è depositata la vera parola di Dio, l’unica in grado di rivelare la verità, sulle profezie bibliche e sulla vicenda di Giobbe. Questa scelta rende il suo testo un saggio autorevole, di stampo oggettivo ed esegetico.

Anche lo stile, assolutamente lineare e chiaro, rende la lettura piacevole, pur trattandosi di un testo specialistico. Ma per chiunque voglia approfondire la cultura di questo popolo tanto “odiato” nella storia, la lettura risulterà scorrevole e piacevole.

Il libro di Rineli vuole essere un inno alla Speranza nel futuro, speranza scaturita dalla Fede e quindi dagli Ebrei, il popolo con fede per eccellenza; egli vuole infondere la certezza che un giorno questo Dio verrà, per la redenzione finale di tutto il genere umano e salverà un popolo martoriato, rendendogli giustizia, perché Dio non è affatto morto ad Auschwitz.

Israele – Vicende e destino di un Popolo

di Pasquale Rineli
ISBN: 978-88-5516-748-2
Formato: Rilegato
Genere: Saggi storici
Collana: Officina delle idee
Anno: 2021 – Mese: maggio
Pagine: 370
Disponibile anche in formato eBook

Pasquale Rineli nasce a Gangi (PA) il 25 gennaio del 1952. Terminati gli studi classici, nel 1969 si trasferisce con la famiglia a Firenze. Amante della cultura e dell’arte, si adopera attivamente in difesa della pace, della libertà e dei diritti umani. In occasione di un viaggio a Parigi, conosce una pittrice di fama internazionale con la quale stabilisce una relazione sentimentale. Gli anni trascorsi nella capitale francese sono quelli della sua formazione intellettuale, grazie anche alle frequentazioni di artisti e scrittori del calibro di Sartre, Brognez, De Beauvoir e Lopez. Pasquale è un cristiano credente che ha sempre avuto a cuore le varie tematiche su Israele, pienamente cosciente dell’enorme debito spirituale che ogni cristiano ha nei confronti di questo Popolo, così a lungo e ingiustamente perseguitato in ogni angolo del pianeta. Viene soprannominato il “teorico di Montmartre”. Nel 1980 rientra in Sicilia dove attualmente vive e lavora.
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