Sicilia sotto assedio del fuoco: 198 incendi in un solo weekend, mobilitato l’intero dispositivo regionale
Quasi duecento roghi tra sabato e domenica. Venti interventi aerei autorizzati dal Coau, Canadair, elicotteri e squadre del Corpo forestale impegnati in tutta l’Isola. A Caccamo le fiamme hanno minacciato anche il cimitero e la chiesa.
Un fine settimana segnato dal fuoco in Sicilia. Tra sabato e domenica sono stati 198 gli incendi registrati sul territorio regionale, un numero che restituisce la dimensione dell’emergenza affrontata dal sistema antincendio dell’Isola.
Secondo i dati diffusi dal Comando del Corpo forestale della Regione Siciliana, la pressione esercitata dai numerosi roghi ha richiesto una mobilitazione estesa di uomini e mezzi. Su richiesta della Sala operativa regionale permanente, il Centro operativo aereo unificato dello Stato ha autorizzato 20 interventi aerei, con l’impiego di Canadair ed elicotteri pesanti.
A questi mezzi si è affiancata la componente aerea direttamente a disposizione del Corpo forestale: dieci “Falchi”, oltre a un elicottero pesante dell’Arma dei Carabinieri utilizzato nell’ambito della convenzione con la Regione.
Dai terreni incolti alle zone abitate
Uno degli elementi più critici riguarda l’origine e la successiva propagazione delle fiamme. Una parte consistente degli incendi è infatti partita da terreni incolti, pubblici o privati, per estendersi rapidamente verso aree boschive e, in alcuni casi, verso gli insediamenti urbani.
Uno scenario che rende particolarmente delicata la gestione delle emergenze: un incendio inizialmente circoscritto può trasformarsi rapidamente in una minaccia per abitazioni, infrastrutture e patrimonio naturale, imponendo una continua redistribuzione delle risorse disponibili.
Proprio in questo quadro assume un ruolo centrale la Sala operativa regionale permanente, chiamata a seguire contemporaneamente gli eventi sul territorio e a stabilire le priorità d’intervento. Il coordinamento coinvolge Corpo forestale, Vigili del fuoco e Protezione civile regionale, mentre l’impiego dei mezzi aerei viene modulato sulla base della gravità dei singoli incendi, della loro evoluzione e delle condizioni operative.
Caccamo, le fiamme minacciano cimitero e chiesa
Particolarmente complessa la situazione registrata nel Palermitano. A Caccamo il Corpo forestale è intervenuto su un incendio di notevole intensità che rischiava di raggiungere e danneggiare il cimitero e la relativa chiesa.
Contemporaneamente, i Vigili del fuoco erano impegnati a Ciminna, dove un altro incendio aveva interessato il centro urbano.
La gestione contemporanea dei due fronti mostra anche quanto le operazioni aeree siano condizionate da fattori che non dipendono esclusivamente dalla disponibilità dei velivoli. Il Canadair impegnato a Caccamo ha infatti potuto raggiungere successivamente Ciminna soltanto quando le condizioni di visibilità hanno consentito al pilota di operare in sicurezza.
La presenza di un mezzo aereo, dunque, non determina automaticamente la possibilità di intervenire: visibilità, vento, fumo, morfologia del territorio e valutazioni degli equipaggi restano elementi decisivi.
Un sistema chiamato a gestire quasi duecento emergenze
Le segnalazioni arrivate durante il fine settimana sono state prese in carico seguendo le priorità operative e le procedure previste per l’attivazione dei mezzi aerei. Di fronte a 198 incendi in appena due giorni, la difficoltà principale non consiste soltanto nello spegnere i singoli fronti, ma nel mantenere una capacità di risposta sull’intero territorio siciliano mentre più emergenze si sviluppano contemporaneamente.
Il dispositivo regionale è stato quindi mobilitato utilizzando le risorse umane e i mezzi disponibili, con l’obiettivo di impedire l’espansione dei roghi e contenere, per quanto possibile, i danni alle aree naturali e ai centri abitati.
Nuovi fuoristrada, pick-up e autobotti
Parallelamente alla gestione dell’emergenza prosegue il programma di rafforzamento dell’antincendio boschivo regionale.
Sono già stati acquistati e distribuiti 84 mezzi fuoristrada e 14 pick-up attrezzati per l’antincendio. Dopo la conclusione di un contenzioso davanti al giudice amministrativo, sono stati inoltre sottoscritti i contratti per l’acquisto di 90 mezzi pesanti, tra cui autobotti, e ulteriori 210 pick-up.
Il potenziamento riguarda anche il personale. Ai 46 nuovi agenti e alle ex guardie dei parchi stabilizzate dovrebbero aggiungersi altri 94 agenti, attualmente impegnati nei corsi di formazione necessari prima dell’ingresso in servizio.
Il bilancio del weekend conferma però quanto il problema degli incendi in Sicilia non possa essere affrontato esclusivamente nel momento dell’emergenza. Quando quasi duecento roghi si concentrano nell’arco di appena quarantotto ore, prevenzione, manutenzione dei terreni, rapidità delle segnalazioni e capacità di coordinamento diventano importanti quanto il numero dei mezzi disponibili. È su questo equilibrio che si gioca la possibilità di impedire che un focolaio in un terreno incolto si trasformi, nel giro di poco tempo, in una minaccia per boschi e centri abitati.

