Penelope alla vita: “La posta del cuore”

Ciao Eugéniè, tu hai trovato l’altra metà della mela?

(Stellina ‘96)

 

Stellina cara, da piccola, per merenda, preferivo di gran lunga la cioccolata alla frutta; quindi quando mia nonna, nel bel mezzo del pomeriggio, afferrava la solita mela in cima al cesto al centro del tavolo ed io protestavo «Però metà oggi e metà domani!» lei replicava gelida «No. Domani l’altra metà sarà nera».

Devi sapere, infatti, che la polpa della frutta (così come quella dell’amore) a contatto con l’ossigeno che c’è nell’aria, crea sulla sua superficie una patina batterica che favorisce la decomposizione. L’unico modo per evitare che ciò accada, è spruzzare sopra qualche goccia di limone; ma tu te le immagini migliaia di mele a metà, inasprite, in giro per il mondo in cerca della metà mancante? Un manicomio…

Molto meglio essere mele intere che incontrano altre mele intere. Perché no, magari di altri colori. E poi riesci a immaginartela metà mela che cade in testa a Newton? La teoria delle spade laser invisibili, non avrebbe certo cambiato il mondo come quella della gravità. 

Eugéniè, ho un fidanzato stupendo. Mi fa un sacco di regali, mi coccola, mi porta spesso a cena e poi a ballare, dice sempre la cosa giusta, adora i miei e i miei adorano lui. Lo amo alla follia! Pensa che stiamo insieme da un anno e non mi ha ancora sfiorata con un dito, perché aspetta che sia pronta. Tu hai mai vissuto una storia così?

(Soddisfatta ‘98)

Tesoro, no. E permettimi di aggiungere: per fortuna. Se non ti tocca da un anno senza battere ciglio, nella migliore delle ipotesi è gay; nella peggiore, si scopa la tua migliore amica, tutte le sue compagne di classe e anche la madre di qualche suo compagno di calcio. Dammi retta bambina mia, non hai la più pallida idea di cosa sia la soddisfazione. Se lo sapessi, non avresti né il tempo né la forza di metterti a scrivere queste sciocche considerazioni. Indaga. Buona fortuna.

Ciao Eugéniè, ho letto il tuo libro e devo dire che è ben scritto e molto eccitante. Però alla fine sono rimasta delusa, perché a me piacciono i lieti fine. Non credi nell’amore che dura tutta una vita come quello dei nostri nonni?

(Romantica ‘83)

Questa cosa di tirare in ballo le vite dei nostri nonni per descrivere l’amore perfetto, Romantica, è di moda ma anche profondamente ipocrita. Noi vediamo due anziani che si tengono per mano e ci piace giudicarli per ciò che i nostri occhi catturano al traguardo di una lunga corsa. La verità, però, è che cinquant’anni fa separarsi era considerata una vergogna, pari solo a quella dell’omosessualità, e le persone, volente o nolente, restavano insieme nonostante tutto.

Non ci si doveva sopportare per tutto il giorno come oggi, non c’erano cellulari, si usciva di casa la mattina e sino a sera inoltrata non ci si rivedeva. Ci si sopportava. Per tante cose si faceva finta di non vedere e per altre si discuteva un po’, ma poi si sotterrava tutto sotto metri di pazienza.

Non è che non ci credo, semplicemente sono convinta sia raro trovare qualcosa che duri una vita intera. Molto più raro di quello che vogliamo credere.

Quanto al “Basilico…”, il finale non è a lieto fine ma nemmeno tragico. È semplicemente aperto. A interpretazione e a possibili nuovi sviluppi. Se avessi voluto il lieto fine punto e basta, avrei scritto una favola o al massimo una commediola insapore come quelle che pubblicano alla Newton Compton.

Ciao Eugéniè, a San Valentino volevo regalare al mio compagno una fellatio. Sai… non lo faccio mai perché ho paura che poi quella roba biancastra che a un certo punto schizza fuori mi finisca addosso. Ti sembra una buona idea?
(Sbadata ‘95)

Se tieni a festeggiare anche il prossimo San Valentino, mi sembra un’ottima idea.
P.s. Non preoccuparti, quella cosa biancastra non morde. Tutt’al più appiccica, ma con un po’ d’acqua viene via.

Ciao Eugéniè, ieri ho fatto sesso orale con un mio amico. Lui è fidanzato e non doveva capitare, ma eravamo ubriachi ed è successo. Per sbaglio ho anche ingerito qualche goccia del suo sperma, rischio di rimanere incinta?
(Casinista ‘97) 

Intanto verifica che il tuo migliore amico non sia il fidanzato di Sbadata ’95. Se sì, avvisala così si risparmia una lavatrice (o uno shampo). Quanto alla tua gravidanza: a meno che questo ragazzo non abbia spermatozoi che attraversano le pareti come fantasmi, stai tranquilla. Se proprio vuoi essere sicura, prendi una Tic Tac del giorno dopo. Allo zenzero.

Ciao Eugéniè, ho letto il tuo libro e mi è piaciuto molto. Volevo regalarlo al mio fidanzato per San Valentino ma ho paura che se lo legge, poi vuole fare tutto quello che hai scritto e io non mi sento pronta per certe cose. Tu hai fatto proprio tutto?
(Indecisa 93)

 

Vedi Indecisa, quello che si scrive nei libri è in parte frutto della nostra esperienza e in parte dei desideri ancora irrealizzati. Il consiglio che ti posso dare è: lascia che succeda quel che il tuo corpo decide che deve succedere. Il sesso parte dalla testa ma non si fa con la testa. Usa l’istinto. L’istinto sa sempre ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per noi. Volete festeggiare l’amore? Abbattete tutti i muri che ci sono nel vostro cervello e lasciatelo vagare liberamente, senza preconcetti. Amare è darsi alle persone che sanno tenerti tra le mani, nella bocca, sulla lingua, tra le braccia, nei pensieri. Provateci. Non a San Valentino. Sempre.

Al prossimo anno.

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Eugenie Genin

Nel 2015 pubblica con la casa editrice Milena Edizioni il suo primo libro "Il basilico raccolto all'alba. Romanzo Erotico.

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