Sbarchi in Sicilia – La solitudine dell’Isola

La Sicilia è così Isola che non si è mai sentita isolata, il rimando è meramente letterario e antropologico e non vi annoierò oltre con l’idea che il siciliano ha di sé e del proprio mondo.
Solo una piccola parentesi: la Sicilia ha una dimensione di quasi 26 mila km2 e di più di 5 milioni di abitanti. Tanto per intenderci il Belgio ha un’estensione di 30 mila km2 in fondo è poco più grande e si parla di uno Stato strutturato e che ha un’articolazione burocratica complessa (con addirittura un passato coloniale). Capirete bene che il siciliano queste cose le sa e sa pure che la storia qui non funziona più. Se è vero che la Sicilia è troppo importante per essere isolata in questo momento lo Stato italiano l’ha praticamente abbandonata. Se ci fossero nel Nord Italia le stesse penetrazioni di clandestini credo avrebbero messo in campo esercito e protezione civile. Da 20 anni circa il ruolo del Sud e della Sicilia in particolare è andato riducendosi e in questo momento la distanza tra i palazzi del potere e la bella Sicilia è abissale. I politici siciliani dell’ultimo ventennio (complice una legge elettorale che ha annullato il territorio) hanno praticamente dimenticato l’isola. I continui sbarchi di africani e mediorientali stanno rendendo la situazione carica di tensione. Rinchiusi  nei nostri salotti, davanti a televisori enormi e in stanze climatizzate è davvero facile prevedere accoglienza e concordia. E’ facile parlare di disponibilità. Se è vero che la pietas e la predisposizione all’accoglienza è connaturata nella natura del siciliano è anche vero che il limite si sta avvicinando pericolosamente. Se c’è un punto su cui tutti dobbiamo essere concordi (senza strumentalizzazioni) è che queste continui sbarchi non sono gestibili dalla sola Sicilia. Non appena si parla della cosa  i nostri politici allineati e coperti subito pronti a dire: ma l’Europa deve fare di più! Come se fosse una parola magica che d’improvviso li deresponsabilizzasse. E va bene, intanto muovetevi voi! Accelerate i tempi di permanenza. Bloccate con un cordone militare queste barche in acque internazionali, fate un accordo in terra d’Africa. Riusciremo pure a trovare qualcuno disponibile a costruire un centro di gestione degli immigrati in territorio africano affinché si possano gestire questi flussi direttamente in Africa. Certo la cosa non è facile e la gestione dovrebbe essere condivisa con le autorità italiane, ma non credo sia impossibile. Se questi centri di accoglienza (coordinati dalla Croce Rossa Internazionale) si strutturano in territorio africano avremmo l’innegabile vantaggio che finirebbe la tratta di clandestini. Terminerebbero le morti disperate nel mediterraneo di profughi e migranti. Finirebbe la corsa ai barconi della morte. Io non faccio politica, forse per questo vorrei fare tante cose, se i politi e soprattutto quelli siciliani pensassero di più alle nostre cose non solo risolveremmo più problemi ma prenderebbero pure qualche voto.

© Riproduzione riservata (G. N.)

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