Stalingrado adesso non è più in Russia, adesso Stalingrado è in Ucraina

La storia, anzi la Storia con la “S” maiuscola ha qualcosa di predeterminato, quasi un ritorno al punto di partenza e giunti a quel punto la Storia ti chiede di fare i conti con il tuo passato.  La Russia ha avuto durante la II Guerra Mondiale un ruolo importante. La funzione evocativa di questo ruolo ha costruito negli anni ’50 e ’60 una base politica e ha permesso una larga diffusione delle idee comuniste in tutta l’Europa (anche quella occidentale).
In fondo la Russia (URSS) era quello Stato che aveva contribuito in modo determinate a sconfiggere Hitler e la Germania.
Tutto questo patrimonio appare oggi depauperato e buttato al vento. Putin ha incredibilmente cambiato gli assetti geopolitici, la visione storica e oserei dire ha cancellato gran parte dei meriti che la Russia ha tesorizzato nell’immediato dopoguerra. Stalingrado adesso non è più in Russia, adesso Stalingrado è in Ucraina.
Gli eroi non sono più i russi, i russi appaiono chiaramente gli artefici di un’invasione: gli eroi sono ucraini. Un’altra conseguenza di questa invasione è diretta e potente: Putin ha ucciso non solo la pace, ma anche il populismo. Vi è in questa area politica un fuggi fuggi generale.
Possiamo concludere che l’intervento di Putin è stato davvero distruttivo: ha distrutto l’Ucraina prima di tutto, ha distrutto l’economia Russa e soprattutto il futuro della Russia nel mondo e infine ha distrutto i populisti che in fondo erano i suoi seguaci. Erano davvero numerosi, ma oggi appaiono rivolo evaporato innanzi alla realtà del vero volto del populismo putiniano.

 

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