Quando le cose non funzionano… e quando sembra che non funzionino

Ho la sottile e perfida sensazione che ci sia qualcuno che voglia dire a tutti i costi che niente va bene… Se passa questa convinzione la strada maestra è cancellare tutto e la cosa non mi piace.
Mi ribello all’idea banale e perdonatemi stupidissima che nulla vada bene, ci sono cose che in Italia funzionano benissimo, ad esempio le istituzioni che sono in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata: è straordinario il lavoro che gli investigatori, le forze dell’ordine e la magistratura stanno facendo per ridurre la forza criminale delle mafie.
Certo i risultati siciliani sono diversi da quelli calabresi (nel senso che in Sicilia la lotta alla mafia ha dato risultati migliori), le cose da fare sono tantissime, ma mi pare che si stia procedendo nella strada corretta: sequestro dei beni, lavoro investigativo avanzato, intercettazioni mirate, controllo del territorio e il risultato finale è straordinariamente incoraggiante.
Parliamo degli ospedali… e della sanità. Ma è noto o non è noto che la sanità italiana è tra le prime al mondo?

Certamente ci sono regioni che hanno costruito il percorso politico sul malaffare, sulla corruzione e sulla svendita della salute, ciò è giusto denunciarlo, ma non è anche giusto ricordare che il nostro sistema sanitario nazionale propone cure e terapie gratuite e di livello per tutti? Ci sono anche al Sud eccellenze e ospedali che propongono professionalità e terapie senza sperperare i soldi pubblici. Parliamo del Sud: le percentuali di laureati sono migliorate con un trend che supera quello del Nord (così in percentuale anche l’apertura di nuove attività commerciali).
Io la vedo così (e mi riferisco alla scuola, alla salute, alla lotta alla criminalità, alla magistratura):
il nostro sistema nazionale funziona, ci sono energie straordinarie e possibilità di miglioramento.
Siamo una delle principali potenze economiche, ma se dovessimo eliminare la mafia, ridurre lo spreco, cacciare (finalmente) i politici mangioni e ignoranti, cosa sarebbe dell’Italia?
Ci avete mai pensato?
Non voglio dire che tutto va bene, non è quello il senso, vorrei solo dire che a volte dovremmo essere un tantino più ottimisti.
Fatemi concludere, il Web prevede sinteticità, essenzialità e non posso dilungarmi oltre, ma l’argomento prevede riflessioni attente: Quelli che impiegano male il loro tempo sono i primi a lamentarsi che passi troppo in fretta. (Jean de La Bruyère).
Un’ultimissima cosa: i politici mangioni e ignoranti sono il male dei mali, ma davvero è così difficile riconoscerli?

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