Recensione di “Eppur mi son scordato di te” di Nino Nastasi

“Eppur mi son scordato di te” è un racconto breve molto bello, che tocca il cuore, perche’ vi e’ dentro l’innocenza e la purezza dei sentimenti di un ragazzo al suo primo fortunato incontro con il “grande amore”. Parlare di fortuna in questo caso, se leggerete il racconto, potrà sembrarvi beffardo, ma vi assicuro che non lo è! Ai piu’ giovani, a cui piacera’ moltissimo questo libro, vorrei dire che, qualsiasi sia l’epilogo della loro prima grande storia d’amore, di gioire ed esultare in cuor loro, solo per il semplice fatto di aver avuto il privilegio di viverla. Man mano che crescerete, con voi maturerà anche il modo di vivere le esperienze amorose. L’amore non sarà mai piu’, come per Nino in questa bella storia, la conturbante scoperta della prima volta, e perderete quella stupenda sensazione di vivere qualcosa di unico e di eterno.  Sarà bello ma sarà qualcos’altro!
I miei complimenti vanno all’autore che è riuscito, attraverso il ricordo della sua adolescenza, a descrivere bene le palpitazioni, l’urgenza e l’impazienza con cui si vivono i primi amori, quando anche un solo giorno di attesa è percepito come un tempo infinito. Ed è buffo perché di solito questi momenti si vivono proprio nell’età in cui si ha davanti il massimo dei giorni da dedicare all’attesa!
La vita di paese poi, insieme all’atmosfera delle vacanze, lo sfondo del mare e delle isole, sono una cornice perfetta per raccontare il primo amore, forse perché la vita di provincia porta con se’ l’idea della genuinità, dell’ innocenza nell’improvvisa e inaspettata scoperta della vita. E’ tutto questo è  estremamente romantico come è giusto che sia!
E quell’estate è stata indubbiamente romantica per Nino, così ardentemente acceso tra lo slancio politico e il fuoco della passione amorosa.
Per questo se avete voglia di un po’ di dolce malinconia, sognando o ricordando, (a seconda della vostra età) il primo amore, vi auguro una buona lettura!|

Ilaria Paradisi

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