“Ma questa è un’altra storia – sul filo dei ricordi… sospesi” di Salvatore Landolfi

La magica scintilla del ricordo è stata il pretesto che ha spinto Salvatore Landolfi verso il suo primo prodotto letterario. Il testo nasce e si impone come un diario autobiografico tripartito fra l’adolescenza, l’età adulta e il tempo presente dell’autore.

Non un mero succedersi di eventi autobiografici; bensì, una raccolta di emozioni e di stati d’animo che, nonostante il passare del tempo, sono rimasti nella mente e nel cuore di Salvatore, così come amichevolmente ci sembra di conoscerlo dopo la lettura del suo romanzo. Lui ha deciso di cimentarsi, inizialmente come per gioco, nella stesura di un testo che lo riguardasse a trecentosessanta gradi ma che, al contempo, facesse rivivere vividamente l’infanzia e la giovinezza di ciascun lettore; spensieratezza e nostalgia sono, infatti, denominatori comuni a tutti.

Come riavvolgendo un nastro, dunque, lo scrittore ripercorre cronologicamente le tappe della sua vita, raccontando non solo di sé, ma anche e soprattutto delle persone che lo hanno accompagnato e massimamente sostenuto nella sua crescita e nella sua maturazione, in primis i suoi genitori, ricordati con amore e affetto incondizionati.

Il racconto inizia dai cortili e dalle strade in cui il protagonista e altri ragazzini fanno di tutto pur di realizzare campetti sportivi improvvisati e fantasiosi, a loro basta un pallone e il gioco è fatto, il divertimento è assicurato. Salvatore è forte, è desiderato da tutti in squadra e non importa se il luogo in cui si trovano è un consorzio agrario, l’importante è giocare. La prospettiva dei fatti narrati è mutevole, si parte sempre da un ricordo che ci piace immaginare in bianco e nero, per poi trasmutarsi nel presente, in degli spazi che hanno senz’altro subito lo scorrere del tempo, ben poco è rimasto, ma se quel poco potesse parlare potrebbe raccontare di quei bei pomeriggi di risate, spensieratezze, nuovi giochi e – perché no – sfide.

Non mancano, sullo sfondo delle vicende, il ricordo e il racconto di storie, tradizioni, feste, come quella di San Nicola, di cui vengono minuziosamente descritti usi e costumi.

La seconda parte del testo è dedicata alla fatidica fase della vita in cui “Che vuoi fare da grande?” è la domanda più gettonata e odiata; il protagonista sembra quasi da subito avere le idee chiare, grazie a un percorso scolastico – anche se non semplice – popolato da alcuni insegnanti carismatici e capaci, e vuole darsi all’ingegneria, con la gioia dei familiari che, pur essendo umili contadini, appoggiano appieno il loro figlio in questa scelta. Inizia così una parte del diario ancora più coinvolgente, non a caso il titolo di questa sezione è “La sfida”, perché, in effetti, questa fase dell’esistenza non è che una continua sfida, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta avviene come in modo repentino, all’improvviso ci si ritrova ad avere delle responsabilità, a dover scandire da soli i tempi delle cose da fare, da dire, è il tempo delle decisioni. In questo, Salvatore è sempre animato dalla voglia di lottare, di sfidare le avversità e abbattere gli ostacoli. Se qualcosa è difficile, allora va bene per lui. Iniziano così le lezioni all’università, i giorni trascorsi con il naso fra i libri di elettronica, con la testa che scoppia per cercare di capire il metodo, la strategia, per affrontare quegli argomenti e quei concetti nuovi. Più volte è costretto a tornare sui suoi passi, perché si rende conto che il metodo e la strada imboccati non sono quelli giusti. Eppure, dopo tanti sacrifici, la laurea arriva, e quel giorno ci viene descritto in modo che ci sembri di essere presenti. La fibrillazione del candidato, gli sguardi emozionati dei suoi genitori, la discussione.

L’ultima parte è un vero e proprio cassetto della memoria, in cui l’autore si ritrova a dover fare i conti con ricordi materiali, impolverati e in disordine, ma ogni singolo oggetto riporta alla sua mente ricordi fantastici, i genitori che non ci sono più, i loro modi di fare e di dire, gli aneddoti; una dolcissima malinconia avvolge quest’ultimo scorcio di testo, a nostro parere la parte più coinvolgente e toccante.

In un’atmosfera da film d’epoca, Landolfi fa un dono preziosissimo, quello di far rivivere ricordi, emozioni, sensazioni e la nostalgia di un passato non troppo lontano, rivolgendo le sue parole non solo ai lettori della sua generazione, ma a chiunque desideri farne tesoro.

Ma questa è un’altra storia

sul filo dei ricordi… sospesi

di Salvatore Landolfi

ISBN: 978-88-5516-990-5

Formato: Rilegato

Genere: Diari e Memorie

Collana: Kronos

Anno: 2022 – Mese: gennaio

Pagine: 188

Link per l’acquisto:

https://www.kimerik.it/libro/4469/ma-questa-e-un-altra-storia-salvatore-landolfi/

Questo libro rappresenta un perfetto connubio di spensieratezza e determinazione. Salvatore, l’autore, decide di raccontarsi e raccontarci la sua vita attraverso queste pagine.
Una storia, la sua, divisa in tre parti. La prima legata alla fase adolescenziale.
La seconda parte si concentra sui suoi studi universitari presso la facoltà di Ingegneria Elettronica.
Infine, nella terza e ultima parte, ormai adulto, si ritrova in una soffitta, rovistando tra i ricordi della sua fanciullezza e adolescenza.

Salvatore Landolfi è nato nel 1965 nella provincia di Caserta dove attualmente vive. È laureato in Ingegneria Elettronica e lavora presso una multinazionale nel settore automotive. Questo libro, dai contenuti autobiografici, è la sua prima esperienza come scrittore.

 

 

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