Recensione di “La croce dentro” di Donato Di Capua

“La Croce dentro” di Donato Di Capua è il romanzo del trionfo dell’amore. Mi viene in mente che gli antichi greci individuarono 4 forme di amore primarie: (storge) l’amore parentale-familiare, (philia) l’amicizia, (eros) il desiderio erotico, (agape) l’amore spirituale, quello disinteressato, fraterno e smisurato.
Bene, in quest’opera mi pare di assistere all’affermazione progressiva nella vita di un uomo dell’amore nei suoi quattro significati individuati dai Greci. La straordinarietà degli eventi qui raccontati, sta nel fatto che tutto cio’ accade ad uomo che aveva fatto dell’ egocentrismo e dell’egoismo la propria bandiera.
David Coiffman, così si chiama il protagonista di questa incredibile storia di redenzione, è quello che si definisce un uomo di successo. Esercita una professione molto moderna e redditizia , il businessman, con tali e tanti risultati da raggiungere lo stato sociale di miliardario capace di soddisfare ogni suo desiderio materiale e di circondarsi di bellissime donne. David vive bene la sua condizione solipsistica, o per lo meno così appare. Tuttavia, non sfugge che nel suo sbandierare l’indifferenza verso gli altri, e nella sua celebrazione di valori quali il successo e il denaro, si nasconda un malessere con cui prima o poi necessariamente dovrà fare i conti. David, infatti, non è poi così orribile come vorrebbe far credere. Egli potrebbe essere tranquillamente uno di noi, una persona come tante, la cui vita ha preso una direzione sbagliata solo per poter raggiungere la tanto agognata felicità. E l’errore non è solo il suo perché in fondo egli è vittima dei tempi e della cultura in cui vive.
Poi improvvisamente succede qualcosa. Similmente a quando la luce del sole rischiara una giornata buia e fa risplendere i colori, riempendo di benessere i nostri sensi, David viene raggiunto da una luce che rischiara la sua vita e gli mostra quanta bellezza c’è nell’apertura verso gli altri. Da quel momento in poi, il suo modo di pensare cambia radicalmente e con quello la sua vita imprevedibilmente si apre all’amicizia, all’amore romantico, all’amore paterno, all’amore per Dio.
La storia della redenzione di David e della sua conversione agli altri è la storia di un miracolo, e mi ricorda molto quella che Sant’ Agostino racconta nelle sue “Confessioni”. La sua vita puo’essere vista un po’come una versione contemporanea di quella del Santo, una vita baciata all’improvviso da una grazia, così potente da modificarne radicalmente la direzione.
Questo libro ve lo consiglio perchè lascia un bellissimo messaggio di speranza: chi meglio di chi si è sempre e solo dedicato a se stesso puo’ raccontarci quanto riempe la vita il dedicarsi agli altri! Buona lettura!

Ilaria Paradisi

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