Cultura

Il verismo dei siciliani

Il verismo dei siciliani
Col termine Verismo si intende una corrente artistica e culturale che rappresenta il versante italiano del Naturalismo francese; attivo nell’ultimo trentennio del secolo XIX, essa acquista un ruolo di indiscussa egemonia dal 1875 al 1890.
La parola Verismo è coniata negli anni ’70 per le arti figurative, ma viene riferita col tempo in modo sempre più esclusivo al campo della letteratura.
L’influsso del Naturalismo francese sul Verismo italiano è evidente. Accomuna i due movimenti l’intenzione di omologare la letteratura alla scienza, sia sul piano del metodo (l’impersonalità dell’opera d’arte), sia sul piano dei contenuti (uso di conoscenze scientifiche per rappresentare, secondo precisi nessi di causalità, i fenomeni).
La matrice filosofica del Positivismo , che ripudia la metafisica e celebra il “fatto”, sta alla base di questa concezione.
Inoltre, Verga e Naturalismo scelgono per lo più come oggetto di rappresentazione letteraria ambienti e personaggi delle classi più povere e si dedicano a generi letterari in prosa (romanzo, novella, dramma) adatti alla ricerca di esiti realistici.
Fra Verga e Naturalismo esistono però anche alcune differenze: mentre la narrativa del Naturalismo descrive spesso gli ambienti del proletariato urbano, quella verista si rivolge prevalentemente agli ambienti rurali; inoltre gli scrittori veristi non attribuiscono, generalmente, alla loro attività letteraria quel valore politico che è invece un dato fondamentale in molti autori d’oltralpe vicini ai movimenti popolari e socialisti.
Ciò non significa che il Verga non offra stimoli importanti alle grandi tematiche politiche e civili che percorrono l’Italia post-unitaria: esso porta infatti a conoscenza di un pubblico vasto situazioni sociali che emergono dal silenzio e dall’abbandono. Tuttavia questa funzione di denuncia è per lo più involontaria e si afferma in gran parte al di là delle intenzioni degli autori veristi.
Le rappresentazioni letterarie delle classi popolari non è in se stessa una novità assoluta da ascrivere al Verismo. Nuova è invece la prospettiva, aliena da tentazioni patetiche e attenta agli elementi concreti della condizione sociale, da cui viene osservato questo mondo.
Se dunque il Verismo porta innanzi la tendenza realistica già emersa nel filone manzoniano della prima metà del secolo, esso è però interprete di un’esigenza di oggettività che sostituisce all’interpretazione dell’autore un metodo rigoroso di rappresentazione dei fenomeni.
Uno dei tratti salienti del Verismo è il suo carattere regionale e va sottolineato il fatto che gli scrittori importanti del Verismo appartengono al sud della penisola, ribaltando i rapporti abituali di egemonia.
Il teorico più noto del Verismo è il siciliano Luigi Capuana, che approfondisce il concetto di impersonalità, ma al progetto di un’opera d’arte totalmente impersonale si dedica anche il più grande scrittore italiano del periodo, Giovanni Verga, amico di Capuana e autore dei massimi capolavori del Verismo italiano.

 

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