Recensione “Da Est a Ovest passando per l’Africa” di Stefania Nadalini

L’autrice stessa aveva sin da subito intuito che della sua esperienza avrebbe potuto trarre un grande tesoro prezioso quale è un libro; lei stessa, infatti, sostiene che ogni viaggio fatto è come  un libro da sfogliare, pagina dopo pagina e giorno dopo giorno, con la voglia di sapere cosa accadrà, come andrà a finire. Dal felice connubio fra libri e viaggi nasce “Da Est a Ovest passando per l’Africa” di Stefania Nadalini, appassionata di viaggi che, da quando è in pensione, ha deciso di dedicarsi a questa sua passione, senza trascurare quella per la scrittura.

Si potrebbe pensare, quindi, al solito manuale di viaggi, su cosa vedere, cosa mangiare, quando prenotare. No, non è affatto così. Questo testo è una tela ricca di colori, un banco di sentimenti, un bacino di esperienze, un luogo di incontro. Lo si può considerare un mezzo per aprire la mente e superare tanti pregiudizi, per guardare con elasticità a culture e usanze diverse dalle nostre, per apprezzare la diversità che ci caratterizza tutti su questo pianeta, diversità che ci rende sì, diversi, ma proprio per questo curiosi di conoscerci, confrontarci, uniti.

L’autrice parte dai suoi viaggi d’infanzia, anche dai brevi tragitti, per arrivare fino al terrore del volo, dopo poco ampiamente superato, fino “all’età della patente” per concludere con il suo battesimo da semplice turista a vera viaggiatrice: perché l’autrice ci fa comprendere questa profonda differenza fra i due termini e i due aspetti che, alla fine, è fondamentalmente una questione culturale.

Geograficamente parlando, i suoi racconti spaziano – come il titolo stesso ci suggerisce – dagli Stati Uniti, all’Europa orientale, all’Africa tanto amata, l’Asia, l’America del Sud.

Non manca la leggerezza tipica di aneddoti di viaggio, come è il caso di New York 2001. La necessità di chiamare qualcuno per via di un malore accusato da uno della comitiva diventa occasione per mettere alla prova il proprio inglese; per non parlare dello smarrimento dell’amica “biondissima” in Marocco, col timore fosse caduta vittima della tratta di donne bianche.

Il 2007 è forse l’anno di svolta per lei, quando inizia ad avventurarsi verso mete meno turistiche e più “spericolate”, come il deserto libico, Zanzibar, l’India, il Brasile, l’Africa in lungo e in largo, tanto amata ma al contempo tanto difficile da raccontare.

Il capitolo che ci ha stupito di più è stato quello sui “piccoli flash”, come se dopo tante pagine di fitti racconti ci fossero ancora dei piccoli fermo immagine che la mente sente il bisogno di comunicare a chi legge; sono quegli istanti che ognuno di noi conserva e tiene per sé, con la consapevolezza che per noi sono tanto, mentre per gli altri potrebbero risultare insignificanti. L’autrice ha avuto l’abilità, innanzitutto, di memorizzare davvero tanti piccoli dettagli e ricordi preziosi – avrà annotato tutto di ritorno da ogni viaggio? Chissà – ma, soprattutto, ha deciso di condividerli con i lettori. Ne riportiamo qualcuno per dare conto della tipologia di narrazione di cui si sta trattando:

In Myanmar siamo passati davanti alla casa di Aung San Suu
Kyi, piccola sosta. Lei era ancora agli arresti domiciliari. Grande
donna.

In Scozia, un pomeriggio piovoso in cui tutti dormivano,
sono uscita dall’abbaino della mansarda per sedermi sui tetti…
ho delle foto bellissime.

A Zanzibar […] ho donato la mia prima valigia alla ragazza che riordinava
la camera, le ho chiesto se fosse sposata per lasciarle la roba
di mio marito oltre alla mia, ma no, non è sposata… però ha
tanti fratelli, mi ha detto. È uscita cantando dalla gioia. Mi piace
pensare che cose che io non userò più possano servire a chi è
meno fortunato di me… e trovo sempre qualcuno.

Un libro contro le barriere mentali, ideale per chi ama viaggiare, per chi può permettersi di farlo ma soprattutto per chi non può e dovrà fare qualche sforzo in più: questa lettura regala al lettore il prezioso dono della capacità di viaggiare con la mente, che è di tutti e per tutti coloro che vogliono farlo.

 

di Stefania Nadalini
ISBN: 978-88-5516-709-3
Formato: Rilegato
Genere: Diari e Memorie
Collana: Kalendae
Anno: 2021 – Mese: gennaio
Pagine: 178
Disponibile anche in formato eBook
Stefania Nadalini è nata a Carpi l’11 ottobre del 1963. Attualmente vive a Limidi di Soliera, in provincia di Modena. È sposata e dopo aver svolto la professione di estetista per quasi quarantadue anni, è ora in pensione. Ha deciso così di dedicarsi alle sue passioni, tra le quali, oltre ai viaggi, vi è la scrittura.
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