Il “peso leggero” dell’amore in un libro di Stefano Attuario

Si svela pian piano la bellezza dell’opera di Stefano Attuario. Sì, perché non possiamo negare che Lorenzo, il nostro protagonista, sembri davvero un bamboccione all’inizio, con il suo circondarsi di super-eroi, con la sua instancabile ed egoistica ricerca del proprio benessere. Si è costruito un mondo su misura: il suo piccolo appartamento, il lavoro, la palestra, la libertà di poter decidere da sé senza dover interpellare nessuno. Sembra tutto incredibilmente perfetto quando Monica mette piede ancora una volta nel locale in cui lui lavora.
Ancora lei, col suo sguardo semplice, diretto, deciso, pronta a difenderlo, a sostenerlo, nonostante tutto, nonostante le ferite del passato. Perché fa così? Lo mette in crisi, scardina quell’equilibrio e scosta quella maschera, che tanto abilmente Lorenzo aveva costruito per sé e per i suoi amici. Un personaggio inattaccabile, perfetto nel suo percorrere il tragitto di vita scelto in solitudine, in libertà. Non vuole pesi lui, non vuole condizionamenti, ma quegli occhi, quegli atteggiamenti continuano a far vacillare le sue convinzioni.
È così che inizia, anzi, ri-inizia tutto. E a muovere gli ingranaggi ad un tratto sembra proprio lui, Legolas, il cagnolino che ha aiutato Monica a sopravvivere, ad andare avanti. Sarà lui a ricreare l’atmosfera ideale, a muovere le giuste pedine su uno scacchiere che vedrà lo svolgersi di una partita dall’esito incerto fino alla fine.
La passione per la musica fa da sottofondo a una storia che rispolvera i valori dell’amicizia, come quella di Roberta nei confronti di Monica, della fedeltà e dell’amore, quello vero, il cui peso è “Leggero” come la vita di chi, finalmente, riesce a vedere i colori anche al buio.

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